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La protesta degli agricoltori contro le politiche europee si diffonde in Lombardia

Scopri come gli agricoltori stanno facendo sentire la loro voce a Brescia e in Lombardia, protestando contro le politiche europee che influenzano il settore agricolo italiano

Nelle ultime ore, Brescia è stata il fulcro di una vivace protesta agricola contro le politiche dell’Unione Europea. Questa dimostrazione di disagio è stata promossa da Riscatto Agricolo, e ha visto l’adesione di circa 150 agricoltori con i loro trattori. L’obiettivo principale della manifestazione è quello di far sentire la voce dei produttori agricoli e denunciare le politiche europee che vengono percepiti come eccessivamente restrittive e svantaggiose per l’economia locale.

L’inizio della giornata è stato caratterizzato dall’arrivo dei partecipanti nel piazzale dell’Ortomercato intorno alle 9,30 del mattino. Da lì, i mezzi agricoli hanno intrapreso un lungo corteo che si è snodato per le vie della città. Questo movimento ha avuto un impatto significativo sulla circolazione stradale, con rallentamenti e deviazioni del traffico per alcune ore.

La protesta ha coinvolto anche altre località in Lombardia, tra cui Bergamo, Mantova, Melegnano e Voghera, oltre all’Alto Lago di Como/Valtellina. Si tratta di una mobilitazione che ha riunito agricoltori e allevatori provenienti da diverse regioni d’Italia, con l’obiettivo comune di difendere i propri interessi contro le politiche dell’Unione Europea.

Uno degli elementi chiave di questa protesta è stata la partecipazione di Copagri, che ha invitato i propri iscritti a unirsi al movimento. Il presidente di Copagri Lombardia, Roberto Cavaliere, ha dichiarato: “Non è una nostra manifestazione, ma la sosteniamo con grande convinzione. Siamo totalmente dalla parte di questi giovani. Riscatto Agricolo è un movimento nuovo, trasversale, cui hanno aderito spontaneamente anche tanti nostri iscritti“.

I manifestanti hanno espresso la loro determinazione a rimanere in protesta per un periodo prolungato, con l’obiettivo di ottenere un cambiamento nelle politiche europee che influenzano direttamente il settore agricolo. Mauro Sossi, uno dei protestanti provenienti dalla bassa bresciana, ha commentato: “Per 5 giorni saremo qui, dobbiamo esserci è giusto così. Le politiche europee sono troppo stringenti, vogliamo che il nostro prodotto ci venga pagato per quello che vale. La nostra economia è primaria“.

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