Una svolta nella mobilità di Brescia: verso la risoluzione del dibattito sulla Corda Molle

L'obiettivo è chiaro: minimizzare l'impatto economico per gli utenti

Nella cornice del Broletto, cuore pulsante delle decisioni amministrative della provincia di Brescia, si è consumato un pomeriggio all’insegna del dialogo e della progettualità. Al centro della discussione, la Corda Molle, arteria autostradale di vitale importanza per la Bassa Bresciana, la cui potenziale introduzione di un pedaggio a partire dal 1 luglio ha sollevato interrogativi e preoccupazioni. Circa 15mila veicoli al giorno percorrono questo tratto di poco più di 40 chilometri, che funge da tangenziale esterna collegando Concesio a Montichiari e intrecciando le vite di almeno una quindicina di comuni.

La riunione di ieri ha visto la partecipazione attiva di sindaci e rappresentanti istituzionali, tra cui spiccano figure di Acb, Camera di commercio, Confindustria, e associazioni del mondo dei trasporti, tutti uniti dalla comune aspirazione di annullare il previsto pedaggiamento. Un obiettivo ambizioso che richiede dialogo e collaborazione, come sottolineato dal presidente della Provincia di Brescia, Emanuele Moraschini, che guiderà i futuri incontri con il ministero dei Trasporti.

L’iniziativa principale emersa dall’incontro è la creazione di un tavolo tecnico e operativo. Questo organismo, guidato dalla Provincia e composto da una selezione di sindaci e associazioni, si propone di elaborare una proposta concreta da presentare ad Autovia Padana, la società concessionaria. L’obiettivo è chiaro: minimizzare l’impatto economico per gli utenti della Corda Molle, mantenendo al centro delle discussioni le esigenze dei cittadini e delle imprese locali.

Il consigliere provinciale Paolo Fontana, con delega a strade e viabilità, ha ricordato l’importanza di allargare il dialogo a tutti i comuni interessati, inclusi quelli di “seconda fascia” non direttamente confinanti con la Corda Molle, che saranno invitati a partecipare al prossimo incontro previsto per marzo. Questa apertura testimonia la volontà di includere tutte le voci del territorio nel processo decisionale, per arrivare a una soluzione condivisa e sostenibile.

Redazione

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