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Bovezzo, un criminale in fuga: analisi di due rapine collegate

Un uomo di 63 anni al centro di due audaci rapine

Le indagini delle forze dell’ordine hanno portato alla luce un’affascinante storia di crimine e astuzia, che ha visto un uomo di 63 anni al centro di due audaci rapine. Questa narrazione si svolge attraverso l’analisi di filmati di videosorveglianza e l’uso di tecnologie investigative avanzate, che insieme hanno svelato una serie di eventi intrinsecamente collegati.

L’epilogo di questa storia criminale inizia con un’operazione di polizia accuratamente pianificata, culminata con l’arresto di un uomo di 63 anni di Bovezzo. Già noto alle forze dell’ordine per una rapina commessa nella zona di Bergamo, il sospetto è stato nuovamente arrestato il 19 febbraio, dopo che un’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa a suo carico dal tribunale di Verona. Questo arresto segna la fine della libertà per l’uomo, che è stato ricondotto dietro le sbarre, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Le forze dell’ordine hanno iniziato a sospettare un collegamento tra due rapine avvenute in dicembre: la prima alla farmacia Ruzza di Peschiera del Garda il 11 dicembre e la seconda, una settimana dopo, a Grumello del Monte. Entrambi gli assalti sono stati caratterizzati da modalità operative sorprendentemente simili: un uomo armato di pistola ha rapinato le farmacie prima di fuggire in treno. Queste somiglianze hanno portato gli investigatori a ipotizzare che dietro questi crimini ci fosse la stessa persona.

Il primo tassello di questo puzzle investigativo è stato il movimento del criminale dopo la rapina di Peschiera. Le immagini delle telecamere di sorveglianza hanno mostrato l’uomo mentre si dirigeva a piedi verso la stazione ferroviaria di Peschiera, per poi salire su un treno. Ulteriori indagini hanno rivelato che il sospetto era sceso a Brescia, dove le telecamere lo hanno nuovamente catturato, fornendo agli investigatori una pista solida da seguire.

Ampliando il raggio delle indagini, la polizia ha confrontato i filmati delle due rapine, trovando corrispondenze nelle caratteristiche fisiche e nell’abbigliamento del rapinatore. L’uso del sistema SARI per l’analisi delle immagini ha permesso di identificare il 63enne come il responsabile di entrambi i crimini. La successiva perquisizione della sua abitazione ha portato al ritrovamento di elementi probatori decisivi, come i giubbotti usati durante le rapine e una replica di pistola, oltre a buoni sconto della farmacia rapinata a Bergamo.

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