Nel cuore della stagione che preannuncia il ritorno alla terra, gli agricoltori che per un mese hanno sollevato la loro voce contro la Politica Agricola Comune (PAC) europea si apprestano a lasciare le strade della città per ritornare ai loro campi. Con un gesto che vuole essere al tempo stesso un addio e un ringraziamento, i protagonisti di questa protesta hanno espresso gratitudine alla comunità urbana per la pazienza dimostrata nel corso delle ultime settimane. “Un saluto alla città e un ringraziamento per averci sopportato per circa un mese”, hanno dichiarato, evidenziando la temporanea, ma significativa, convivenza tra la vita agricola e quella cittadina.
La marcatura di questo passaggio ha visto la presenza di una cinquantina di trattori, simboli tangibili dell’identità agricola, che hanno percorso le vie della città in un ultimo giro d’onore. Partiti dal presidio di via Maggia, hanno attraversato via Lamarmora, il Pirellino in via Dalmazia, piazza Repubblica e via Corsica, completando un circuito che ha segnato simbolicamente la fine delle loro rivendicazioni urbane per questo ciclo. La manifestazione ha trovato la sua conclusione nel pomeriggio, attorno alle 16.30, segnando la fine di un capitolo importante per la comunità agricola locale.
L’impegno dimostrato non si esaurisce con il ritorno ai campi. La smobilitazione ufficiale è prevista per il 28 febbraio, a San Polo, dove i mezzi e i materiali utilizzati per la protesta verranno ritirati. Questa data non è casuale ma è stata scelta in prossimità di un momento cruciale: il consiglio dell’Unione Europea su agricoltura e pesca del 26 febbraio, un appuntamento che vedrà la partecipazione dei ministri dell’agricoltura dei 27 paesi membri. Gli agricoltori non nascondono una certa delusione per gli esiti finora ottenuti, ma mantengono una posizione aperta verso il futuro. “Non abbiamo ottenuto quello che chiedevamo”, hanno ammesso, lasciando intendere che la loro lotta potrebbe non essere conclusa e anticipando possibili nuove mobilitazioni in autunno.
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