Tragedia in Valbondione: annegato nel torrente il noto medico Alessandro Piccinelli

Una Pasqua di dolore per la comunità bergamasca: perdiamo un eccellente urologo e un appassionato pescatore.

In una tragica vicenda che ha colpito la comunità di Valbondione, provincia di Bergamo, Alessandro Piccinelli, un noto medico urologo di 61 anni, ha perso la vita in circostanze ancora da chiarire mentre praticava la pesca lungo il torrente Bondione. La scomparsa di Piccinelli ha scatenato un’imponente mobilitazione delle squadre di soccorso, che purtroppo hanno ritrovato il suo corpo senza vita nella notte tra domenica e lunedì di Pasqua, segnando un epilogo doloroso per la festività.

La vicenda ha avuto inizio con la segnalazione della scomparsa di Piccinelli, che non era rientrato a casa per la cena pasquale. Familiari preoccupati hanno allertato i soccorsi, che si sono immediatamente attivati nella ricerca dell’uomo. Decine di tecnici della VI Delegazione Orobica del Soccorso Alpino, Carabinieri, e Vigili del Fuoco hanno lavorato senza sosta, in condizioni meteo avverse, per ritrovare il dottore.

Piccinelli, che risiedeva a Curno ma possedeva una seconda casa a Lizzola, frazione di Valbondione, era un appassionato di pesca, attività che svolgeva regolarmente lungo il torrente Bondione. Le circostanze esatte della sua morte sono ancora oggetto di indagine, ma si sospetta che il maltempo possa aver giocato un ruolo nel tragico incidente.

Chi era Alessandro Piccinelli? Il dottor Piccinelli era una figura molto rispettata sia nella comunità medica che in quella locale. Laureatosi in Medicina e Chirurgia a Brescia, si era successivamente specializzato in Chirurgia Generale e Urologia a Milano, divenendo in seguito un punto di riferimento nel campo urologico. Aveva dedicato parte della sua carriera alla ricerca negli Stati Uniti, lavorando in istituti di prestigio come la Cleveland Clinic Foundation in Ohio e la Lahey Clinic di Burlington, Massachusetts.

Tra i suoi incarichi, Piccinelli ha diretto la sezione di Urologia Mininvasiva presso l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, e successivamente l’unità di Urologia alla Clinica Castelli di Bergamo. Dal 2017 aveva iniziato una collaborazione con il gruppo San Donato, contribuendo con il suo lavoro al Policlinico San Pietro e al San Marco di Zingonia. Autore e coautore di 14 testi scientifici, il suo contributo alla medicina è stato significativo e ampiamente riconosciuto.

Redazione

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Diego
2 anni fa

Un grande medico davvero preparato, una persona umana e sensibile innanzitutto.
Abbiamo perso davvero una gran persona.

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