Il progetto originale, che prevedeva la creazione di 270 appartamenti, è andato incontro a difficoltà significative quando Redo sgr ha deciso di ritirarsi, citando le rigide regole pubblicistiche imposte dal Pnrr. Le regolazioni, che hanno lo scopo di gestire i fondi Pinqua, non garantivano più la redditività prevista dalla società.
Il Comune di Brescia si era inizialmente trovato in una posizione difficile, dopo aver perso l’opportunità di accedere a 42 milioni di euro di fondi nazionali destinati a questo grande progetto di cooperazione pubblico-privata. La situazione è stata ulteriormente complicata dalla vendita controversa della torre benevoliana di San Polo, gestita da Aler e descritta da molti come una svendita.
Nonostante le sfide, la Loggia non ha esitato a cercare alternative. L’accordo raggiunto all’Alta commissione Pinqua è considerato il massimo risultato ottenibile in queste circostanze, garantendo una nuova iniezione di fondi per il comune. Questo nuovo finanziamento è fondamentale per la realizzazione di progetti alternativi che possano compensare la perdita degli appartamenti originariamente pianificati.
Il nuovo schema di accordo, esaminato e approvato dall’Alta commissione, rappresenta una luce all’orizzonte per Brescia, che ora può pianificare ulteriori sviluppi nel settore dell’housing sociale, cruciale per rispondere alla crescente domanda di alloggi accessibili nella città.
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