Mutui in discesa, ma solo per i tassi fissi: i variabili attendono la BCE

La lenta discesa dei tassi dei mutui continua, ma il beneficio riguarda principalmente i contratti a tasso fisso, mentre i variabili sono ancora in attesa di un taglio al costo del denaro da parte della BCE.

Secondo il rapporto mensile dell’Abi, i tassi medi dei prestiti per l’acquisto di abitazioni ad aprile si attestano al 3,67%, mentre la remunerazione dei conti correnti è allo 0,59%.

I dati sui mutui e la situazione immobiliare

Nel 2023, le compravendite immobiliari sono in calo e i mutui mostrano un crollo significativo. La CGIL sottolinea che il sistema bancario continua a registrare risultati record, mentre la CISL evidenzia che quasi 3.300 comuni sono privi di filiali bancarie.

Secondo l’Associazione Bancaria Italiana (Abi), ad aprile il tasso medio sui nuovi mutui per l’acquisto di case è sceso al 3,67% dal 3,79% di marzo e dal 4,42% di fine 2022. Al contrario, il tasso medio sui nuovi finanziamenti alle imprese è salito leggermente al 5,32%. I prestiti a imprese e famiglie sono diminuiti del 2,5% rispetto all’anno precedente, a fronte di una contrazione del 2,6% a marzo. Questo calo è dovuto al rallentamento della crescita economica che ha ridotto la domanda di prestiti, spiega l’Abi.

Gianfranco Torriero, vice direttore generale vicario dell’Abi, ha dichiarato che i mutui a tasso fisso stanno già incorporando le aspettative di un calo dei tassi da parte della BCE, mentre i contratti variabili potrebbero beneficiare delle future decisioni della Banca Centrale Europea.

Remunerazione dei conti correnti e performance del sistema bancario

Ad aprile, il tasso sui depositi in conto corrente è salito allo 0,59% rispetto allo 0,57% del mese precedente. L’Abi sottolinea che il conto corrente offre una vasta gamma di servizi e non è pensato come strumento di investimento.

Un report dell’Ufficio Studi & Ricerche della Fisac-CGIL evidenzia che i primi sette gruppi bancari italiani hanno registrato utili complessivi di 6,3 miliardi di euro nel primo trimestre del 2023, con un incremento del 25,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. IntesaSanpaolo, Unicredit, Bpm, Mps, Bper, Popolare di Sondrio e Credem sono tra le banche che hanno contribuito a questi risultati eccezionali.

In sintesi, mentre i mutui a tasso fisso continuano a beneficiare delle aspettative di tagli dei tassi da parte della BCE, i mutui a tasso variabile attendono ancora decisioni che potrebbero influire positivamente sui loro costi. Il sistema bancario, nel frattempo, continua a registrare performance record nonostante la contrazione dei prestiti e la chiusura delle filiali in molte aree del paese.

Redazione

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