Brescia, trattativa ferma per il futuro dell’ex Baribbi: tra passi indietro e nuove proposte

La proposta di Alba Leasing per lo sviluppo dell'area incontra resistenze dal Comune, che chiede un piano più armonizzato con la città

Rimane in stallo il progetto di rilancio della ex Baribbi di via San Polo, un complesso immobiliare di circa 41.000 metri quadrati abbandonato da anni e utilizzato come rifugio da senzatetto. Il fondo proprietario, Alba Leasing, aveva individuato uno sviluppatore per un piano di recupero che, però, non ha soddisfatto il Comune. Nonostante diversi incontri con l’assessore all’Urbanistica, Michela Tiboni, la società ha ritirato la proposta, poiché il Comune chiedeva un progetto più in linea con le esigenze cittadine.

Divergenze sul futuro dell’area

Il disaccordo tra le parti è sorto riguardo al progetto, che prevedeva quattro unità di diverse dimensioni, tra cui una struttura di vendita di 2.500 metri quadrati, oltre i 1.500 mq consentiti dal Pgt. Secondo Tiboni, una struttura di tali dimensioni non avrebbe avuto senso nel contesto proposto. Il piano includeva anche residenze, un fast food e un’area verde, ma non una struttura socio-assistenziale inizialmente prevista. L’impostazione generale del progetto è stata quindi respinta dalla Loggia.

Situazione attuale e prospettive

Al momento, il Comune dialoga esclusivamente con Alba Leasing, che ha chiarito la necessità di trattare solo con loro. Intanto, si vocifera di un altro potenziale acquirente interessato agli immobili ex Baribbi: una società specializzata in impianti per l’enologia, desiderosa di trasferire la propria sede in via San Polo. Questa società avrebbe contattato il Comune tramite un altro assessorato, ma Tiboni ha sottolineato che devono trattare direttamente con Alba Leasing.

Deroghe al Piano di governo del territorio

L’ex Baribbi è classificato come edificio dismesso con criticità, il che permette deroghe rispetto al Piano di governo del territorio (Pgt). Nonostante non sia previsto un piano attuativo in variante che debba passare dal Consiglio comunale, quest’ultimo è comunque chiamato ad esprimersi sulle deroghe per valutarne la conformità alla legge. Il futuro dell’area resta quindi incerto, con il Comune che insiste su un progetto che rispetti maggiormente le esigenze della città.

Redazione

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A.S
1 anno fa

In tanto noi abitanti della zona dobbiamo continuare a vivere questa situazione insopportabile, fra furti in casa e via vai di tossici. Ma non è possibile andare avanti così.

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