Una vacanza che si prospettava rilassante e spensierata si è trasformata rapidamente in un incubo per sei amici bresciani, rimasti bloccati all’aeroporto dell’arcipelago di Madeira, in Portogallo. Dopo una settimana senza intoppi, Paolo Amarante, Stefano Franchini, Lorenzo Carleschi, Marco Boldrini, Nicola Del Mosca e Ottavio Scarano si trovano ora nell’impossibilità di rientrare a casa.
Il gruppo avrebbe dovuto partire domenica 18 agosto con un volo EasyJet diretto a Porto, da cui avrebbero poi proseguito verso Bergamo per essere al lavoro il lunedì mattina. Tuttavia, il loro volo, insieme a molti altri, è stato cancellato, lasciando i sei amici e numerosi altri viaggiatori bloccati in un aeroporto caotico e sovraffollato. “Qui regna il caos: ovunque ti giri vedi persone arrabbiate ed esauste che sono accampate con sacchi a pelo, valigie e zaini. E nessuno fornisce minima assistenza”, raccontano.
La situazione è resa ancora più critica dalle forti raffiche di vento che stanno paralizzando le partenze dall’isola. Gli aerei che tentano di atterrare a Madeira, infatti, spesso sono costretti a riprendere quota a causa delle condizioni proibitive, lasciando i passeggeri a terra in attesa, tra frustrazione e sconforto.
Come se non bastasse, nei giorni scorsi lo sciopero del personale di EasyJet ha contribuito a creare ulteriori disagi, lasciando migliaia di turisti a terra nel pieno della stagione estiva.
I sei ragazzi, come molti altri viaggiatori, hanno cercato assistenza, rivolgendosi anche alla Farnesina, che si è limitata a suggerire di sollecitare la compagnia aerea per ottenere dei posti sul primo volo disponibile. “Una volta raggiunta Porto, dovremo poi arrangiarci per muoverci nel continente”, spiegano, consapevoli che non sarà affatto semplice, data la quantità di persone che si trovano nella loro stessa situazione, desiderose di tornare a casa.
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