A partire da lunedì 2 dicembre, l’Asst Franciacorta ha implementato un servizio di piantonamento fisso con guardie armate al pronto soccorso , attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7. La decisione nasce dalla crescente frequenza di episodi violenti, culminati con un’ aggressione fisica ai danni di un medico lo scorso 15 agosto.
L’episodio scatenante
La scelta di introdurre la vigilanza armata è strettamente legata all’episodio in cui ha visto coinvolto il dottor Gianni Camotti. Lo scorso 15 agosto, un familiare di un paziente lo aveva aggredito fisicamente, strattonandolo e prendendolo per il collo. Il medico, in servizio da dieci anni, aveva espresso il proprio sconforto sui social, attirando attenzione mediatica e richieste di interventi concreti per la sicurezza del personale sanitario.
L’evento ha rappresentato il culmine di una serie di episodi di violenza, spesso diretti verso gli operatori del triage, che si trovano a dover gestire situazioni di forte stress da parte dei pazienti o dei loro accompagnatori.
Le nuove misure di sicurezza
L’Asst Franciacorta ha reagito con un piano di sicurezza articolato , che include:
- Guardie armate con presidio fisso al pronto soccorso, per prevenire e gestire situazioni di violenza.
- Linee di emergenza dedicate, attivabili dagli operatori tramite un tasto, per richiedere interventi rapidi da parte delle forze dell’ordine.
- Installazione di telecamere di sorveglianza nelle aree comuni del pronto soccorso, prevista per i primi mesi del 2024, per garantire un monitoraggio continuo.
Esperienze positive e ampliamento del piano
La decisione di Chiari prende spunto dai risultati ottenuti presso il presidio ospedaliero di Iseo, dove un servizio di vigilanza notturna è attivo da due anni. In quella struttura, i casi di violenza sono scesi a 2-3 episodi all’anno , dimostrando l’efficacia di queste misure.
L’Asst Franciacorta, inoltre, collabora strettamente con i carabinieri di Chiari per mantenere elevati gli standard di sicurezza, rispondendo prontamente a qualsiasi emergenza.
Un fenomeno nazionale
L’introduzione di vigilanza armata al pronto soccorso di Chiari riflette una realtà sempre più diffusa in Italia, dove gli operatori sanitari si trovano esposti a rischi crescenti . Gli episodi di violenza, che spaziano dagli insulti verbali alle aggressioni fisiche, mettono in evidenza la necessità di proteggere chi lavora in prima linea nella sanità pubblica.
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