Fuga mozzafiato sulle strade della Valtenesi: arrestato dopo 40 km di inseguimento

Un'imponente fuga che ha coinvolto le forze dell'ordine per oltre 40 km, tra manovre spericolate e azioni rischiose

Un’imponente fuga che ha coinvolto le forze dell’ordine per oltre 40 km, tra manovre spericolate e azioni rischiose. Un giovane, residente a Manerba, ha dato il via a un inseguimento da brivido che ha attraversato vari comuni della zona fino a Desenzano, dove è stato finalmente fermato. L’arresto è avvenuto dopo un’ora e una serie di manovre pericolose, scatenando una lunga serie di denunce e procedimenti legali.

La folle corsa è iniziata intorno a mezzanotte, quando una pattuglia della Polizia locale di Moniga ha notato una Renault Scenic con comportamenti sospetti in via Pergola. Alla rotonda del benzinaio, il conducente ha improvvisamente cambiato direzione, scatenando i dubbi degli agenti. Il giovane, incensurato e classe 1992, ha iniziato la sua fuga, in direzione Desenzano, accelerando con l’obiettivo di seminare le forze dell’ordine.

La corsa non si è fermata: dopo aver attraversato Manerba e San Felice, il fuggitivo ha proseguito il suo tragitto, passando anche per Raffa, Padenghe e Lonato. Le forze dell’ordine lo seguivano a sirene spiegate, tentando di fermarlo, ma il ragazzo ha messo in atto una serie di manovre ad alta velocità e sorpassi pericolosi, rischiando di travolgere i passanti nei centri abitati di Montinelle e Portese.

La situazione è diventata sempre più tesa, con ben cinque veicoli delle forze dell’ordine impegnati nell’inseguimento. Dopo aver imboccato la tangenziale dai Barcuzzi e proseguito verso Desenzano, il giovane ha cercato di sfuggire ancora, ma in via Marconi una gazzella dei carabinieri è riuscita a tagliargli la strada, fermando la sua corsa.

Una volta raggiunto, il ragazzo ha cercato di opporsi, ma è stato immobilizzato e arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. Nonostante abbia rifiutato il narcotest, ha ammesso di aver consumato cocaina prima di mettersi alla guida. Durante il sequestro del veicolo, è stata trovata un’accetta nascosta nel baule, un altro reato che ha portato a una denuncia per il porto di armi senza licenza.

Il giovane è stato subito processato per direttissima: l’arresto è stato convalidato, ma non sono state disposte misure cautelari. La patente gli è stata ritirata e il veicolo sequestrato. In aggiunta alle accuse di guida sotto l’effetto di stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale e porto di armi, rischia pene severe. La guida sotto effetto di sostanze può comportare una condanna fino a un anno, mentre la resistenza a pubblico ufficiale può portare a una pena da 1 a 5 anni di reclusione.

Redazione

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