Ceresara, rapina fallita all’ufficio postale: arrestato 45enne disoccupato bresciano

Un disoccupato bresciano senza precedenti è stato arrestato per il tentativo di rapina a un ufficio postale di Ceresara. Il colpo è fallito perché il cassiere non aveva contanti disponibili.

Carabinieri

Le manette sono scattate martedì 21 gennaio per un uomo di 45 anni, disoccupato e incensurato, residente in provincia di Brescia. L’uomo aveva tentato una rapina all’ufficio postale di Ceresara, nel Mantovano, lo scorso 3 dicembre. Armato di pistola e con il volto coperto da un passamontagna, aveva minacciato l’unico impiegato presente, ma il colpo si è rivelato un fiasco: il cassiere non aveva denaro disponibile in cassa.

La fuga “a mani vuote”.
Dopo il tentativo fallito, il rapinatore si era dato alla fuga a piedi, dileguandosi nei dintorni. Tuttavia, la sua corsa è stata seguita dagli investigatori grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nel paese. I video hanno permesso di ricostruire i suoi movimenti: durante la fuga, l’uomo si era cambiato d’abito, lasciando i vestiti per strada, e aveva utilizzato un veicolo identificato successivamente dagli inquirenti.

Le indagini e l’arresto.
L’operazione investigativa, condotta dai carabinieri di Castiglione delle Stiviere con il supporto dei colleghi di Piubega, ha portato a risultati decisivi. Grazie alle prove raccolte, la Procura della Repubblica del Tribunale di Mantova ha richiesto e ottenuto dal Gip l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Nella mattinata di martedì, i carabinieri hanno eseguito l’ordinanza, arrestando il 45enne e trasferendolo nel carcere della sua città. Nonostante fosse incensurato, il tentativo di rapina armata, aggravato dall’uso di un passamontagna e dalla minaccia all’impiegato, ha portato all’applicazione della misura cautelare.

Un tentativo disperato.
Il caso del rapinatore sfortunato di Ceresara rappresenta una vicenda emblematica di come una situazione personale difficile, come la disoccupazione, possa portare a scelte estreme. Tuttavia, la rapidità e l’efficacia delle indagini hanno permesso di chiudere il cerchio in poco più di un mese, assicurando il responsabile alla giustizia.

Redazione

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