Il futuro del Museo della fotografia: la nuova sede in via Cairoli

Il Macof, Museo di Arte Contemporanea della Fotografia, si prepara a dire addio alla storica sede di Palazzo Martinengo-Colleoni

Il Macof, Museo di Arte Contemporanea della Fotografia, si prepara a dire addio alla storica sede di Palazzo Martinengo-Colleoni. La sua partenza, prevista per i prossimi mesi, segnerà l’inizio di una nuova era per questo importante centro culturale bresciano. Il progetto di trasferimento è già stato approvato, e il Macof troverà la sua nuova casa nella grande sala quadrata della ex Cavallerizza di via Cairoli, un’area che ha visto nel passato il passaggio di cavalli e, più recentemente, di studenti. La Cavallerizza, infatti, è stata utilizzata come sala di lettura fino al 2017, quando è stata ristrutturata per diventare sede di altre attività culturali.

Il progetto del trasloco è stato presentato dal presidente del Macof, Renato Corsini, alla Loggia, che ha approvato l’iniziativa. Sebbene la strada sia ormai tracciata, il processo dovrà ancora passare attraverso vari passaggi burocratici. Una volta completati, il progetto prenderà forma definitiva, e si definiranno i dettagli, compreso come riorganizzare gli spazi della Cavallerizza per ospitare le numerose opere fotografiche di artisti di fama internazionale come Gianni Berengo Gardin, Ugo Mulas, Giovanni Gastel, Luigi Ghirri, Fernando Scianna, Gabriele Basilico e molti altri. La collezione permanente di circa 250 fotografie e le mostre temporanee saranno il cuore pulsante del Macof nella nuova sede.

Dal 2009, il Macof ha trovato casa al Mo.Ca, un centro che si è evoluto nel tempo, diventando un punto di riferimento per le “nuove culture” bresciane. Inizialmente pensato come uno spazio per ospitare l’Expo di Milano, il Mo.Ca ha visto nel corso degli anni un incremento di iniziative giovani e innovative. Il Macof, tuttavia, ha scelto di separarsi da questa realtà, puntando su una gestione autonoma in un contesto più adeguato per la sua missione. Questo trasferimento riflette la volontà di creare uno spazio dedicato esclusivamente alla fotografia, senza la coabitazione con altre realtà come il teatro Idra o il Makers Hub.

La Cavallerizza di via Cairoli sta per vivere una nuova vita, destinata a diventare un importante centro culturale legato alla fotografia. Dopo anni di restauri e di uso per altre iniziative, la struttura è pronta ad accogliere il Macof e a diventare un punto di riferimento per la fotografia contemporanea. Questo segna anche la fine di altre ipotesi di utilizzo dell’edificio, come quella di trasformarlo in un auditorium per il Conservatorio, che è stata accantonata.

Con il trasferimento del Macof, la domanda è cosa accadrà agli spazi che saranno abbandonati all’interno del Mo.Ca. Brescia Infrastrutture, la società a cui il Comune ha affidato la gestione di questo centro, dovrà prendere decisioni su come utilizzare le aree liberate. Un’opzione potrebbe essere quella di creare nuovi spazi dedicati ai giovani artisti, magari attraverso iniziative simili all’Open Call, che potrebbero stimolare la creatività e la partecipazione attiva della comunità culturale bresciana.

Redazione

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