Brescia, l’appello dei medici per Gaza: «Fermare la tragedia umanitaria»

L’Ordine dei Medici accoglie Aed Yaghi e denuncia il collasso sanitario nella Striscia: “Più di 53 mila morti, bambini denutriti, ospedali distrutti”

Un grido di allarme e un appello urgente alla comunità internazionale arrivano da Brescia, dove l’Ordine dei Medici ha ospitato il dottor Aed Yaghi, in prima linea nella difesa del diritto alla salute in Palestina. L’incontro, svoltosi il 22 maggio 2025, è stato l’occasione per denunciare la gravità della crisi umanitaria in corso nella Striscia di Gaza, aggravata dal collasso del sistema sanitario e dal blocco dell’accesso a viveri e farmaci.

“Una strage di civili e una crisi sanitaria senza precedenti”

«Come medici stigmatizziamo la strage di civili causata non solo dalle bombe, ma anche dalla fame, dalla sete e dall’assenza di cure», ha dichiarato il presidente dell’Ordine bresciano Germano Bettoncelli. «Chiediamo il rispetto delle leggi internazionali e una tregua immediata», ha aggiunto, in una presa di posizione netta su quanto sta accadendo nella Striscia.

Secondo il dottor Yaghi, direttore della Palestinian Medical Relief Society e figura di riferimento nella cooperazione sanitaria in Palestina, a Gaza è in atto «un’uccisione pianificata dei civili, fra cui molti bambini». I numeri citati durante l’incontro descrivono un disastro umanitario:

  • Oltre 53.000 morti su una popolazione di circa 2 milioni

  • 18.000 bambini uccisi

  • 122.000 feriti, di cui 32.000 con disabilità permanenti

  • 5.000 amputazioni

A ciò si aggiunge un dato allarmante pubblicato dalla rivista scientifica Lancet: le vittime indirette del conflitto, causate da malattie e malnutrizione, sarebbero quattro volte quelle dirette.

Fame, sete e ospedali distrutti

Il dottor Yaghi ha descritto scene di disperazione quotidiana: persone che svengono per strada per la mancanza di acqua e cibo, bambini e donne in stato di malnutrizione grave. Secondo un rapporto congiunto dell’OMS e dell’Unicef, i numeri parlano di 71.000 bambini e 17.000 donne in condizioni critiche.

La sanità è al collasso. Più di 1.100 operatori sanitari sono stati uccisi intenzionalmente, oltre 122 strutture sanitarie distrutte o danneggiate, inclusi 32 ospedali rasi al suolo. Il personale medico, spesso senza stipendio e senza casa, continua a lavorare tra carenze estreme di farmaci e strumenti, mantenendo viva una missione che va oltre il conflitto: salvare vite, nonostante tutto.

Un appello alla coscienza medica e politica

L’intervento del medico palestinese è stato anche un appello alla comunità medica internazionale: «Non fate mancare il vostro sostegno, siate voce di chi non ha voce, agite perché si arrivi al cessate il fuoco». L’Ordine dei Medici di Brescia ha espresso solidarietà concreta e la volontà di dare visibilità alla tragedia sanitaria in corso, unendosi agli appelli per una mobilitazione globale a tutela dei diritti umani e della salute pubblica.

L’incontro si è chiuso con un messaggio chiaro: la guerra a Gaza non è solo un conflitto armato, è una crisi umanitaria che mina le basi stesse della dignità e della vita umana, e richiede una risposta urgente da parte della comunità internazionale e delle istituzioni sanitarie.

Redazione

Seguici su

Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Momenti di tensione nella serata di venerdì sotto il porticato della stazione dei pullman. Un...
vigili del fuoco
La squadra del distaccamento di Salò ha operato utilizzando un’autopompa e un’autobotte...
ambulanza
Attimi di apprensione nel pomeriggio di ieri, venerdì 11 settembre, a Gavardo, dove si è...

Altre notizie