Tragedia familiare in Val Seriana, dove un uomo ha ucciso la moglie e si è tolto la vita nella loro abitazione.
Rubens Bertocchi, 55 anni, ha prima scritto un messaggio a un amico preannunciando le sue intenzioni. Poche ore dopo, nel pomeriggio di giovedì 5 giugno, ha fatto fuoco contro la moglie, Elena Belloli, 51 anni, per poi togliersi la vita. Il dramma si è consumato nell’appartamento della coppia a Cene, comune della provincia di Bergamo, in via Bernardo Fanti.
A trovare i corpi sono stati i Vigili del Fuoco, entrati su richiesta del figlio ventenne della coppia che, preoccupato per il silenzio dei genitori, non riusciva ad accedere all’abitazione. La famiglia viveva con due figli, di 11 e 20 anni.
Una famiglia conosciuta e stimata
Elena Belloli lavorava in uno studio di architettura, mentre Rubens Bertocchi era una guardia giurata. In passato avevano gestito insieme un piccolo negozio di alimentari, che però era stato chiuso da alcuni anni. Secondo il sindaco di Cene, Edilio Moreni, la famiglia era ben inserita nel tessuto sociale: “Una tragedia che ha colpito profondamente tutta la comunità”, ha dichiarato.
I rilievi e le indagini
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri del Nucleo investigativo di Bergamo e quelli della compagnia di Clusone. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Giampiero Golluccio. La casa è stata posta sotto sequestro, e sono stati requisiti sia la pistola – regolarmente detenuta da Bertocchi – che i cellulari della coppia, alla ricerca di messaggi o scritti che possano fornire elementi utili a comprendere il movente del gesto. Al momento, tuttavia, non sarebbero emerse motivazioni evidenti.
Un gesto premeditato
L’invio del messaggio a un amico, poco prima di compiere il duplice gesto, indica una volontà premeditata. Le autorità stanno cercando di capire se ci fossero segnali pregressi o dinamiche relazionali deteriorate all’interno della coppia, ma nessun precedente di violenza o segnalazioni era stato registrato.
Ennesimo caso di femminicidio
Quello avvenuto a Cene è l’ennesimo caso di femminicidio in ambito domestico, che riaccende il dibattito sulla violenza contro le donne e la necessità di interventi preventivi e di supporto alle famiglie. Elena Belloli, come tante altre vittime, è stata uccisa in casa, da chi avrebbe dovuto proteggerla.
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