Doveva essere un pomeriggio di relax tra amici, si è trasformato in tragedia. Un uomo di 45 anni, Rodrigo Warnakulasuriya Priyanda Madukumar, originario dello Sri Lanka ma da anni residente a Chiari (Brescia), è annegato nel fiume Oglio nel pomeriggio di martedì. Il dramma si è consumato in via Brede, nella località Paladù, un’area verde molto frequentata soprattutto nei mesi estivi.
Nella giornata di ieri l’uomo si era recato al fiume con amici e colleghi per un bagno rinfrescante, approfittando del caldo pomeridiano. Intorno alle 17, dopo essersi tuffato, è scomparso improvvisamente tra le acque del fiume, senza più riuscire a riemergere. I presenti hanno subito allertato i soccorsi, facendo scattare una massiccia operazione di ricerca.
Due elicotteri, uno del 112 e uno dei Vigili del fuoco, hanno sorvolato l’area mentre i sommozzatori e un gommone dei pompieri perlustravano le acque dell’Oglio, assistiti dalle squadre dei Vigili del fuoco di Chiari, i sanitari di Rovato Soccorso, i carabinieri di Chiari e Rudiano, e i volontari della Protezione civile di Urago d’Oglio. Le ricerche sono proseguite per oltre due ore, sotto lo sguardo attonito e disperato degli amici e colleghi della vittima, molti dei quali lavorano con lui presso una ditta di logistica del territorio, la BeV.
Il corpo senza vita è stato recuperato a poca distanza dal punto in cui si era tuffato, segno che l’uomo potrebbe essere stato colto da un malore improvviso, forse aggravato da condizioni fisiche non ottimali già al momento dell’ingresso in acqua. A riferirlo sono stati gli stessi amici, che avevano notato un certo affaticamento nel 45enne prima dell’immersione.
La vittima lascia due figli, che vivono in Sri Lanka, e una madre anziana, residente a Chiari, a cui è stata comunicata la terribile notizia. La sua figura era ben conosciuta nell’ambiente lavorativo e nella comunità cingalese del territorio, dove era apprezzato per serietà e dedizione.
Il fiume Oglio si conferma teatro di episodi drammatici, soprattutto durante la stagione calda, quando le sue acque, apparentemente tranquille, nascondono forti correnti e insidie per i bagnanti. Le autorità rinnovano l’invito alla prudenza, evitando la balneazione in zone non sorvegliate o prive di adeguati sistemi di sicurezza.
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