Lavoro, in crescita gli occupati in Italia e a Brescia trainati dai servizi

Nel primo trimestre 2025 si superano i 23,7 milioni di occupati. Brescia: saldo positivo ma solo al femminile e con forti perdite tra gli autonomi

Nel primo trimestre 2025 il mercato del lavoro italiano registra un’accelerazione significativa, con un totale di 23,7 milioni di occupati, 141mila in più rispetto al trimestre precedente e 432mila in più su base annua. Secondo il rapporto Istat, a trainare l’occupazione sono stati i servizi, la pubblica amministrazione e, in misura minore, l’industria.

Entrambi i generi beneficiano della crescita, con un incremento leggermente più marcato per le donne, grazie alla ripresa di settori ad alta intensità femminile come turismo, istruzione e sanità.

Più contratti a termine, cresce la precarietà

L’Istat rileva che la crescita occupazionale è legata soprattutto ai contratti a tempo determinato, aumentati di 94mila unità, contro i 44mila in più a tempo indeterminato. Il mercato del lavoro continua a mostrare un’elevata incidenza di rapporti instabili, con percorsi professionali sempre più brevi e frammentati.

Permane inoltre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro: le imprese faticano a trovare profili tecnici e specializzati, soprattutto in ambito informatica, automazione industriale e assistenza socio-sanitaria.

Brescia: +12mila occupati ma tutti al femminile

In provincia di Brescia, tra il 2022 e il 2024, si registra un incremento occupazionale pari a 12mila unità (+2,3%), per un totale di 555mila occupati nel 2024. Un dato positivo, anche se solo di poco superiore ai livelli pre-pandemia (553mila nel 2019).

L’intero saldo positivo è costituito da lavoratrici donne, aumentate di 14mila unità (+6,3%), mentre gli uomini occupati sono calati dello 0,4%. Nel 2024, le donne rappresentano solo il 41,5% del totale degli occupati bresciani, sotto la media regionale (oltre 44%) e anche di quella nazionale (42%).

Dipendenti in aumento, crollano gli autonomi

Tra il 2022 e il 2024 a Brescia si osserva una forte espansione del lavoro dipendente (+29mila, +6,7%), superiore alla media nazionale (+4%) e regionale (+3,6%). Al contrario, gli indipendenti calano di 17mila unità (-15,5%), una contrazione ben più marcata rispetto al dato regionale (-1,9%) e opposta alla tendenza nazionale, dove si registra un aumento del 2,2%.

Il saldo finale vede 463mila lavoratori dipendenti (83,4%) e 92mila autonomi (16,6%), con una struttura occupazionale sempre più sbilanciata verso la subordinazione.

Servizi in crescita, crollano costruzioni e agricoltura

Il settore dei servizi domina l’economia locale: tra 2022 e 2024 si contano 311mila occupati nel commercio, alberghi e ristorazione, +18mila rispetto al periodo precedente, con un incremento del +22,1%. Le altre attività terziarie crescono di appena 1.000 unità (+0,4%).

L’industria resta stabile a 191mila occupati, meglio che in Lombardia (-2,3%) ma senza seguire il +2,6% nazionale. In netto calo, invece, le costruzioni (-5mila, -11,8%) e l’agricoltura (-1.000, -8,9%), a conferma di una terziarizzazione crescente dell’economia bresciana.

Una provincia a doppia velocità: più donne al lavoro, ma ancora sotto rappresentate

Nonostante la crescita occupazionale sia tutta al femminile, il divario di genere rimane ampio: 324mila lavoratori maschi (58,1%) contro 230mila donne (41,5%). Brescia resta al di sotto delle medie regionali e nazionali nella partecipazione femminile al lavoro, mentre la presenza maschile continua a dominare il mercato occupazionale.

Redazione

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