Nuova puntata nella vicenda della Corda Molle, il raccordo autostradale diretto tra Ospitaletto e Montichiari. Dopo le rassicurazioni degli ultimi mesi, la Camera ha approvato un ordine del giorno apparentemente favorevole alla gratuità del tratto, ma il testo finale ha subito modifiche sostanziali che riaccendono il dibattito sulla possibile introduzione di un pedaggio.
La proposta, presentata dall’onorevole Cristina Almici (Fratelli d’Italia), mirava inizialmente a impegnare il governo a “mantenere la gratuità del raccordo”, ma prima della votazione il contenuto è stato riformulato con il parere favorevole del viceministro Edoardo Rixi (Lega). La nuova versione si limita a chiedere di “evitare ulteriori pedaggi”, lasciando intatto quanto già previsto nei precedenti accordi, tra cui quello del 2015 aggiornato nel 2018 durante il mandato dell’allora ministro Graziano Delrio.
La modifica è stata accettata dalla stessa Almici, facendo così decadere la necessità di un voto d’aula. Ma il cambio di formulazione ha sollevato critiche immediate, in particolare dal deputato bresciano Fabrizio Benzoni (Azione), che da tempo porta avanti una campagna contro l’introduzione del pedaggio sulla Corda Molle.
“Si è gridato alla vittoria, ma non è stato approvato il testo originario”, ha dichiarato Benzoni, sottolineando che la nuova dicitura non esclude affatto la possibilità di un pagamento. Il deputato ha inoltre ricordato come il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, durante la campagna elettorale, avesse promesso che il tratto sarebbe rimasto gratuito, salvo poi dichiarare, alla Fiera del Vino di Polpenazze, che la Corda Molle sarà a pagamento.
A rafforzare i timori, l’installazione nei giorni scorsi di cartelli Telepass lungo il raccordo da parte del concessionario Autovia Padana, un segnale concreto che lascia presagire l’avvio della riscossione del pedaggio.
Di fronte alle perplessità emerse, Almici ha precisato: “Ho avuto anche io dubbi sull’interpretazione del testo approvato, ma la Commissione competente mi ha confermato che l’impegno del governo riguarda la non applicazione di pedaggi, poiché attualmente non sono in vigore”. Tuttavia, resta il nodo sul motivo della riformulazione, che, secondo i critici, complica la trasparenza e lascia spazio a interpretazioni contraddittorie.
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