Nuovi sviluppi nell’ambito dell’inchiesta “Hotel Terme”: martedì mattina i carabinieri della Compagnia di Breno hanno eseguito quattro misure cautelari emesse dal G.I.P. del Tribunale di Brescia nei confronti di altrettanti cittadini tunisini, accusati in concorso di traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti.
I provvedimenti – divieto di dimora e obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria – seguono l’interrogatorio preventivo cui i soggetti erano stati sottoposti, e si inseriscono nella più ampia indagine avviata dai militari a partire da gravi episodi di violenza verificatisi tra il 2022 e il 2024 a Darfo Boario Terme.
La maxi operazione “Hotel Terme”, scattata il 2 giugno scorso, aveva già portato a 10 arresti in carcere e numerose perquisizioni domiciliari. Al centro dell’inchiesta, un ex albergo dismesso che, secondo quanto accertato, fungeva da base logistica per lo stoccaggio e la distribuzione di hashish e cocaina. Le cessioni documentate, secondo gli inquirenti, ammontano a diverse migliaia, rivolte a clienti fidelizzati e segno di una rete strutturata e radicata nel territorio.
Le indagini hanno permesso di individuare due gruppi criminali composti da cittadini nordafricani, organizzati e attivi nel traffico di droga. Nonostante collaborassero per l’approvvigionamento delle sostanze stupefacenti, le due fazioni si scontravano violentemente per il controllo del mercato locale, generando una spirale di aggressioni, accoltellamenti, rapine e persino due tentati omicidi, che hanno destato forte allarme sociale tra la popolazione.
L’attività investigativa, condotta anche con intercettazioni telefoniche e ambientali, ha ricostruito mesi di scambi illeciti, delineando un traffico sistematico e particolarmente remunerativo, che aveva come fulcro l’ormai abbandonato “Hotel Terme”. Il luogo è stato identificato come quartier generale delle operazioni criminali, dove avvenivano lo stoccaggio, il confezionamento e la consegna della droga agli spacciatori locali.
Il nuovo pacchetto di misure restrittive testimonia la continuità dell’azione investigativa e l’impegno delle forze dell’ordine nel disarticolare la rete criminale ancora operativa, a tutela della sicurezza della comunità.
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