Può il linguaggio artistico trasformare il disagio interiore in benessere? È da questa domanda che nasce “Vetri aperti alla pioggia”, la mostra fotografica della 31enne bresciana Camilla India Viadana, inaugurata presso la Galleria di Palazzo Bertazzoli a Bagnolo Mella. Un progetto che intende mettere in dialogo l’arte e il disturbo mentale, esplorando le potenzialità dell’espressione visiva come strumento di elaborazione emotiva e psico-fisica.
Dodici progetti per raccontare la fragilità umana
L’esposizione si sviluppa in tre ambienti distinti, con dodici progetti fotografici che affrontano in modo diretto e autentico il tema della salute mentale. Il percorso inizia con tre lavori:
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“Tu hai aperto gli occhi – e vedo vivere il mio buio”, dedicato a sei giocatori di baseball non vedenti, che esplora il concetto di percezione e oscurità interiore;
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“Confusi negli spazi un tempo abitati da altri”, realizzato insieme agli utenti della cooperativa sociale Gaia di Lumezzane, che racconta attraverso 18 ritratti le abitudini, passioni e fragilità di giovani in cura psichiatrica;
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“E giochi con le asce e alla fine tu splendi come loro”, una serie di 12 fotografie che rappresentano dodici sintomi psichici. L’artista li mostra in una forma “pacificata”, simbolo di accettazione e consapevolezza, non nella loro fase più acuta.
Un’esperienza immersiva tra immagini e introspezione
Nel secondo spazio si trova “Il timbro del silenzio nelle notti di ospedale”, un lavoro intenso che documenta una giornata tipo di un paziente psichiatrico all’interno di una struttura sanitaria. L’opera centrale, “Vetri aperti alla pioggia”, dà il titolo all’intera mostra e consiste in una sequenza di immagini che ritraggono una figura nera, simbolo dell’intrusione dei sintomi nel subconscio.
A completare il percorso, nel terzo ambiente, si trova il lavoro collettivo “Recovery, fotografie oltre le parole”, frutto della collaborazione con la cooperativa Gaia. Si tratta di sette progetti realizzati direttamente dai ragazzi coinvolti nei percorsi terapeutici, accompagnati da un libro che racconta i loro processi di guarigione.
La recovery come possibilità di rinascita
“Recovery significa vivere la vita al meglio delle proprie possibilità”, spiega Viadana, che utilizza anche strumenti di valutazione come la Mental Health Recovery Star per supportare i percorsi riabilitativi. L’intera mostra ruota attorno a questo concetto, mostrando come l’arte possa diventare una forma di auto-narrazione e di riscatto personale.
Presente all’inaugurazione anche il sindaco di Bagnolo Mella, Stefano Godizzi, che ha evidenziato l’urgenza di affrontare la salute mentale con maggiore attenzione, soprattutto in una società “altamente competitiva ed esigente” come quella odierna.
Il percorso dell’artista
Dopo gli studi in filosofia, un’esperienza teatrale all’Accademia del Teatro Verdi di Padova, e infine il diploma in fotografia alla Libera Accademia di Belle Arti di Brescia, Camilla India Viadana è oggi una fotografa professionista attiva nel campo della documentazione sociale, della formazione e dei servizi privati. Oltre all’attività artistica, tiene corsi di fotografia e si occupa di progetti educativi legati al benessere mentale.
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