Sono 371 i permessi di soggiorno revocati dalla Questura di Brescia in seguito a una serie di verifiche volte ad accertare il possesso dei requisiti richiesti per la permanenza in Italia. Le indagini hanno portato alla luce numerose situazioni irregolari: soggetti che non sono più legittimati a restare nel Paese, secondo quanto stabilito dalle normative vigenti. In tutti questi casi, il questore ha disposto la revoca immediata del titolo di soggiorno.
Nel recente report diffuso dalla Questura, si evidenzia come l’Ufficio immigrazione abbia dato esecuzione all’espulsione di 11 cittadini stranieri con precedenti penali gravi, tra cui rapine, furti, spaccio e violenza sessuale. Tutti erano presenti irregolarmente sul territorio nazionale e sono stati rimpatriati con voli diretti nei loro Paesi d’origine. Per altri 35 soggetti irregolari ma senza precedenti, sono stati emessi ordini di allontanamento: avranno sette giorni per lasciare l’Italia volontariamente, pena l’avvio di una procedura di espulsione forzata in caso di inottemperanza.
Il questore di Brescia, Paolo Sartori, ha ribadito con fermezza l’importanza dell’effettiva esecuzione dei provvedimenti di espulsione:
«È fondamentale che i provvedimenti vengano tradotti in un reale allontanamento dal territorio di chi rappresenta una minaccia concreta e immediata per la sicurezza dello Stato».
Secondo Sartori, i comportamenti antisociali e la mancanza di volontà di integrarsi da parte di alcuni individui creano tensione e mettono a rischio la convivenza civile: «Per questo è indispensabile intervenire con decisione».
Oltre alle espulsioni già eseguite, la Questura ha avviato un’attività di controllo più serrata sui permessi di soggiorno in fase di rilascio o rinnovo. L’obiettivo è accertare la sussistenza attuale dei requisiti necessari. La linea operativa è chiara: tolleranza zero nei confronti di chi tenta di eludere le regole, in particolare se costituisce un rischio per l’ordine pubblico o la sicurezza.
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