A Brescia l’emergenza nelle RSA ha assunto proporzioni drammatiche, con oltre 26mila anziani in attesa di un posto letto e una disponibilità effettiva che non arriva nemmeno a un terzo della domanda. Secondo l’ultimo rapporto della Fnp Cisl, aggiornato al 2025, sono esattamente 26.187 le persone in lista, in crescita del 25,8% rispetto al 2023, mentre l’aumento dei posti letto è stato appena dell’1%.
La situazione si riflette quotidianamente sulle spalle delle famiglie, costrette a telefonare ripetutamente alle strutture per chiedere aggiornamenti, sempre con la stessa risposta: “È ancora in attesa”. Una risposta che ormai è diventata simbolo della crisi del sistema assistenziale locale, schiacciato da costi crescenti, carenza di operatori sanitari e un numero di richieste fuori controllo.
Le strutture attive nella provincia bresciana sono 91, per un totale di 7.470 posti letto accreditati, contro una popolazione over 65 che sfiora i 263mila residenti (22,6% del totale). Questo significa che ci sono meno di 3 letti ogni 100 anziani, una proporzione che rende quasi impossibile l’accesso ai servizi, anche per chi è disposto a pagare rette elevate.
Il sistema, di fatto, è al collasso, e le previsioni per settembre non offrono miglioramenti. Secondo gli esperti del settore, il 98% di chi oggi è in lista non riuscirà ad accedere a una RSA nel breve periodo, rendendo le attese interminabili e generando gravi disagi nelle famiglie, spesso lasciate sole a gestire situazioni complesse e delicate.
Oltre alla mancanza di posti, incide anche la crisi del personale socio-sanitario, con molte strutture che faticano a trovare OSS e infermieri, e sono costrette a limitare i nuovi ingressi per carenza di risorse interne. Nel frattempo, le rette mensili continuano a salire, arrivando anche a superare i 2.500 euro al mese, una cifra insostenibile per molte famiglie, specialmente quando il ricovero si prolunga per mesi o anni.
La pressione cresce anche per i servizi domiciliari, che non riescono a coprire l’enorme vuoto lasciato dalle RSA. Le richieste di assistenza a casa aumentano, ma l’offerta pubblica non è sufficiente, e il ricorso a servizi privati spesso si traduce in ulteriori difficoltà economiche.
La provincia di Brescia, che detiene il primato della longevità in Lombardia, si trova così a dover affrontare una crisi strutturale dell’assistenza agli anziani, senza che al momento siano state annunciate misure risolutive da parte degli enti competenti.
Il sindacato Fnp Cisl lancia un appello alle istituzioni regionali e nazionali, chiedendo un piano straordinario per ampliare l’offerta di posti letto, assumere personale e sostenere economicamente le famiglie. «Non è più solo un problema sociale, è un’emergenza sanitaria che richiede risposte immediate», sottolineano i rappresentanti sindacali.
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