Prestiti in crescita a Brescia, calano le sofferenze e aumentano i risparmi

Secondo i dati Banca d’Italia elaborati da Confindustria, famiglie più propense al credito ma puntuali nei rimborsi; depositi in aumento del 34% rispetto al 2016.

Il sistema economico bresciano si conferma solido, con prestiti in aumento e sofferenze in netto calo. È quanto emerge dai dati Banca d’Italia rielaborati dal Centro Studi di Confindustria Brescia, aggiornati al 31 marzo 2025.

Gli impieghi alle famiglie consumatrici residenti in provincia hanno raggiunto i 13,351 miliardi di euro, secondo dato più alto dell’ultimo decennio, appena inferiore al picco del marzo 2023 (13,381 mld) e superiore del 15,8% rispetto agli 11,531 miliardi del 2016. Brescia si colloca così al secondo posto in Lombardia, dopo Milano (55,66 mld) e davanti a Bergamo (12 mld) e Varese (11,04 mld).

Il quadro è positivo anche a livello nazionale: i prestiti alle famiglie in Italia hanno toccato quota 589,94 miliardi, +1,5% in un anno e +22,7% rispetto a dieci anni fa.

Sul fronte delle criticità, i dati segnalano un calo consistente delle sofferenze. In provincia si è passati da 96 milioni di euro a 79 milioni in un anno (-17,7%), lontanissimi dagli oltre 896 milioni del 2016-2017. In dieci anni, la riduzione supera il 90%. Anche il tasso di deterioramento è sceso: oggi si attesta allo 0,60%, quasi due terzi in meno rispetto all’1,77% registrato nel 2016, ed è da sei anni sotto quota 1%. Un dato in linea con la Lombardia (0,59%) e leggermente superiore al tasso nazionale dello 0,5%.

Accanto all’aumento del credito, resta forte la capacità di risparmio. I depositi bancari delle famiglie bresciane ammontano a 26,863 miliardi al 31 marzo 2025, +0,5% rispetto al 2024, anche se inferiori ai valori del 2022 e 2023. Nel confronto con il 2016, però, l’incremento è netto: +34,4% rispetto ai 19,98 miliardi di allora. Una crescita che colloca Brescia al terzo posto in Lombardia, dopo Lecco (+36,9%) e Lodi (+34,5%).

Il bilancio complessivo evidenzia famiglie più inclini a ricorrere al credito per affrontare spese importanti, ma al tempo stesso più regolari nei rimborsi e con una solida propensione al risparmio. Un equilibrio che conferma la tenuta del tessuto economico provinciale anche in un contesto di crisi.

Redazione

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