Don Jordan Coraglia a processo il 3 ottobre per detenzione di materiale pedopornografico

L’ex parroco di Castelcovati, noto come presidente della Nazionale sacerdoti di calcio, sarà giudicato con rito abbreviato

Dalle partite di calcio ai campi giudiziari. Don Jordan Coraglia, sacerdote originario di Quinzano e per anni alla guida della parrocchia di Castelcovati, sarà processato il prossimo 3 ottobre con l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico. Il religioso, noto a livello nazionale per aver ricoperto il ruolo di presidente della squadra italiana sacerdoti, si trova agli arresti domiciliari in un eremo dalla metà di maggio, quando fu eseguita la misura cautelare.

La procura di Brescia ha ottenuto il giudizio immediato, saltando così l’udienza preliminare. La difesa ha annunciato che chiederà il rito abbreviato, formula che prevede una decisione basata esclusivamente sugli atti delle indagini preliminari e una riduzione di un terzo della pena in caso di condanna.

Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dalla polizia postale di Roma, con il supporto della sezione bresciana, nel computer del sacerdote sarebbero stati trovati circa 1.500 file tra foto e video a contenuto pedopornografico, raffiguranti minori tra gli 11 e i 14 anni, in gran parte maschi e, in due casi, ragazzine.

Durante l’interrogatorio di garanzia, Coraglia non si è sottratto alle domande del giudice. Dagli accertamenti non risulterebbe che il materiale sia stato diffuso, ma la mole dei contenuti rinvenuti rende la sua posizione particolarmente grave.

La vicenda ha destato forte scalpore, non solo nella comunità di Castelcovati ma anche a livello nazionale, vista la notorietà del sacerdote nel mondo dello sport ecclesiastico. Il processo di ottobre sarà decisivo per chiarire le responsabilità e stabilire l’eventuale condanna.

Redazione

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