Impianto rifiuti sotto sequestro continua ad operare: denunciata coppia di gestori a Calcinato

Operazione “Oro Rosso” della Polizia Ferroviaria: violazioni ambientali e inosservanza dei sigilli in un sito già sequestrato

Avrebbero continuato ad operare illegalmente in un impianto per il trattamento di rifiuti ferrosi nonostante fosse già sottoposto a sequestro. Per questo motivo, una donna di 63 anni e suo marito di 64, residenti a Bedizzole, sono stati denunciati per reati ambientali e violazione dei sigilli. I due risultano gestori di un impianto di trattamento di rifiuti situato nel comune di Calcinato, nel Bresciano.

La scoperta è avvenuta nell’ambito di un controllo della Polizia Ferroviaria, eseguito durante l’operazione nazionale “Oro Rosso”, volta a contrastare i furti di rame nei pressi delle infrastrutture ferroviarie e a monitorare attività sospette legate alla filiera dei metalli.

Impianto già sotto sequestro operava senza autorizzazioni

Durante l’ispezione al sito di Calcinato, gli agenti della Polfer hanno accertato che l’impianto era pienamente operativo, nonostante fosse già stato oggetto di sequestro probatorio. Anche i mezzi e i macchinari utilizzati all’interno del sito risultavano sigillati, ma erano stati riattivati in spregio ai provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

L’attività, inoltre, era svolta in totale assenza delle necessarie autorizzazioni ambientali, in palese violazione delle norme stabilite dal Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006), che regola la gestione dei rifiuti e la tutela del suolo e delle risorse naturali.

Denuncia e misure di prevenzione per i due gestori

La legale rappresentante dell’impianto e il marito sono stati formalmente denunciati all’autorità giudiziaria per violazioni ambientali gravi, con l’aggravante della riattivazione di un impianto già sequestrato. Secondo quanto emerso, i due gestivano un deposito di materiali ferrosi senza rispettare i requisiti minimi di sicurezza e le normative di settore.

Alla denuncia penale si aggiunge anche una misura di prevenzione: il questore di Brescia Paolo Sartori ha disposto nei loro confronti l’avviso orale di pubblica sicurezza, uno strumento previsto dal Codice delle Leggi Antimafia che mira a contenere soggetti ritenuti socialmente pericolosi, anche in assenza di condanne definitive.

Operazione “Oro Rosso”: controlli su scala nazionale

L’intervento rientra in una più ampia strategia di controllo messa in atto dalla Polizia Ferroviaria con l’operazione “Oro Rosso”, che punta a contrastare il traffico illecito di rame e di altri metalli. Tali materiali, spesso sottratti ai danni delle infrastrutture ferroviarie, vengono poi immessi sul mercato attraverso canali non autorizzati, spesso legati ad attività di recupero rifiuti gestite illegalmente.

La vicenda di Calcinato conferma l’importanza dei controlli nei siti di trattamento metalli, che possono celare attività illecite a elevato impatto ambientale e sociale.

Redazione

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