Non c’è stato tempo nemmeno per salire in ambulanza o rientrare in casa. Il travaglio è stato così rapido che il parto è avvenuto nel giardino dell’abitazione, nella zona ovest di Brescia, sotto gli occhi del papà e della nonna, accorsa in fretta per accudire l’altra figlia della coppia. In pochi minuti, in un’atmosfera tanto improvvisa quanto intensa, è venuta alla luce una bambina, sana e in buone condizioni, come la sua mamma.
Era la notte tra mercoledì e giovedì quando l’equipaggio della Croce Rossa è stato allertato per una donna a termine, con le membrane già rotte e in travaglio attivo. A raccontare quei momenti è Donata, operatrice della Croce Rossa, in servizio con due volontari, entrambi di nome Luca:
«Siamo arrivati per primi, seguiti poco dopo dal mezzo con la dottoressa e l’infermiera. Inizialmente si pensava ci fosse tempo per arrivare in ospedale, ma ci siamo dovuti fermare mentre portavamo la donna sulla barella: la bambina stava già nascendo».
Nonostante l’esperienza, Donata confessa che situazioni del genere portano sempre una forte dose di tensione:
«Finché non senti piangere il bambino non riesci a rilassarti. Ci sono tante variabili in un parto, e tutto può cambiare all’improvviso. Ti trovi a gestire due pazienti contemporaneamente».
Per l’operatrice si è trattato del terzo parto fuori ospedale della sua carriera, ma come sottolinea: «Non ci si abitua mai. E spero – dice sorridendo – che questo sia l’ultimo».
Con Donata quella notte c’erano due volontari, uno dei quali padre e quindi un po’ più preparato emotivamente, mentre l’altro era alla sua primissima esperienza con una nascita:
«Alla fine mi ha detto: “Se non sono svenuto ora, non succederà mai”», racconta ridendo Donata.
La mamma, comprensibilmente preoccupata, ripeteva di voler raggiungere l’ospedale, ma il tempo non lo ha permesso. Donata, anche lei madre, spiega quanto sia stato importante entrare in sintonia con la donna:
«Capivamo perfettamente il suo spavento e il dolore. Anche la dottoressa e l’infermiera hanno saputo trasmettere empatia, ed è stato fondamentale».
Dopo il parto, mamma e neonata sono state ricondotte temporaneamente in casa per i primi controlli e poi trasferite in ospedale.
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