Orzinuovi, operaio sale su una gru e minaccia di lanciarsi: protesta per stipendi non pagati

Un episodio ad alta tensione si è verificato ieri pomeriggio nel cantiere della futura Casa di Comunità di via Bainsizza, a Orzinuovi

carabinieri

Un episodio ad alta tensione si è verificato ieri pomeriggio nel cantiere della futura Casa di Comunità di via Bainsizza, a Orzinuovi. Un carpentiere di circa 50 anni, ex dipendente di un’impresa edile con sede a Bari, si è arrampicato su una gru raggiungendo i 20 metri d’altezza, minacciando di gettarsi nel vuoto. Il gesto è stato motivato dalla rabbia per il mancato pagamento delle spettanze e per il licenziamento avvenuto a fine agosto, nonostante – a suo dire – i lavori siano ancora in corso. Accanto a lui, alla base della gru, anche altri cinque colleghi solidali nella protesta.

L’allarme è scattato intorno alle 16:30, quando il lavoratore ha iniziato a urlare dal braccio della gru, alternando frasi in dialetto pugliese e italiano, rivolgendosi all’impresa per reclamare il compenso per il lavoro svolto. In pochi minuti sul posto sono intervenuti carabinieri, vigili del fuoco, un’automedica e il sindaco di Orzinuovi, Laura Magli. La situazione è apparsa subito delicata, ma grazie a una trattativa condotta con calma e fermezza, i soccorritori sono riusciti a convincere l’operaio a farsi imbragare e scendere.

Non si tratta di un caso isolato. Solo il mese scorso, infatti, un gruppo di operai a Pontoglio aveva inscenato una protesta analoga, minacciando di buttarsi da un ponteggio per le medesime ragioni: stipendi non pagati e condizioni lavorative precarie. Episodi che sollevano interrogativi sul rispetto dei diritti nei cantieri e sul controllo delle imprese che operano su appalti pubblici e privati.

Il carpentiere è stato poi accompagnato in caserma per accertamenti, rimanendo lì fino a tarda sera con l’assistenza del sindaco. Sul posto si è presentato anche un rappresentante della CGIL, che ha riferito: «L’operaio e i suoi colleghi denunciano il mancato pagamento delle ore straordinarie effettuate da metà marzo a fine agosto. Inoltre, sono stati licenziati anche se il cantiere è ancora attivo. Ora chiederemo un confronto diretto con l’impresa».

A commentare l’accaduto è stato Gerardo De Villi, direttore tecnico del cantiere, che ha precisato: «Non seguo la parte amministrativa, ma per quanto riguarda i lavori, il team di carpentieri è stato licenziato perché avevano completato l’intervento previsto, ovvero la posa dei solai». Intanto il cantiere prosegue con altre maestranze, ma il lavoratore autore della protesta ha dichiarato di essere pronto a tornare se non riceverà risposte concrete.

Redazione

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