Dallo Stretto di Scilla e Cariddi a un’impresa di cuore: sei bresciani nuotano tra mito e memoria

Completata la Traversata dello Stretto, ispirata alla leggenda e dedicata a Federico Troletti

Le acque dello Stretto di Messina, un tempo agitate dai mostri leggendari Scilla e Cariddi, sono oggi teatro di imprese sportive cariche di simbolismo e passione. In passato, era convinzione che fossero le creature marine nate dalle leggende greche a rendere pericoloso il passaggio tra Sicilia e Calabria. Scilla, ninfa trasformata in orrendo mostro marino dalla maga Circe, e Cariddi, creatura voluta da Zeus capace di risucchiare e risputare le acque, terrorizzavano i naviganti. Oggi, invece, la conoscenza scientifica e il progresso tecnologico hanno reso possibile l’attraversamento anche a nuotatori amatoriali, purché ben allenati.

A dimostrarlo è stato un gruppo di sei atleti bresciani dell’Europa Sporting Club, tutti over 39, che lo scorso settembre hanno portato a termine con successo la Granfondo amatoriale dello Stretto, una traversata simbolica lunga circa 3,5 km.

Dalla sfida tra amici a un’impresa condivisa

Tutto è iniziato quasi per gioco tra tre amici, presto diventati sette (uno poi fermato da problemi fisici). Alla fine, sei sono partiti per la Sicilia, prendendo parte a un evento sempre più popolare tra gli appassionati del nuoto in acque libere. La Traversata dello Stretto, ormai un must come la maratona di New York per i runner, è organizzata con il supporto di esperti del territorio, ex atleti, istruttori e operatori marini, che monitorano il meteo e scelgono il momento migliore per entrare in acqua, garantendo massima sicurezza grazie a dieci barche di appoggio e gruppi contenuti di massimo 30 partecipanti.

Non c’è competizione né classifica finale, ma a ognuno viene assegnato un tempo di percorrenza. Il vero spirito dell’impresa è la condivisione, la sfida personale e il contatto profondo con il mare.

L’allenamento tra piscine e laghi, poi la partenza per il Sud

I sei bresciani – Daniele Tomasini, Claudio Gamba, Mauro Coatti, Laura Berselli, Anna Quecchia e Renata Bonetti – si sono preparati tra piscina e gare in acque libere, partecipando a competizioni nei laghi locali da 1.000 a 3.000 metri. L’ultimo weekend di settembre sono partiti per Torre Faro, sulla costa siciliana, dove sono stati accompagnati da pescatori locali fino al punto di partenza.

“All’inizio vedere la costa opposta fa un certo effetto – racconta Tomasini – ma dopo mezz’ora senti già che il traguardo è vicino”. I nuotatori sono partiti in gruppi diversi, a seconda del livello di preparazione, approdando sulla spiaggia di Cannitello, nel comune di Villa San Giovanni, dove si sono poi ritrovati per festeggiare insieme.

Impresa completata da tutti: tra emozioni e un ricordo speciale

Tutti i 29 partecipanti hanno completato la traversata, a conferma dell’ottimo livello medio della preparazione. Tra i tempi spicca quello di Amedea Vittoria Biello (Circolo Canottieri Aniene) con 41 minuti e 15 secondi, ma anche i sei atleti bresciani hanno concluso sotto l’ora, rispettando ampiamente gli standard di sicurezza.

Ma non era il cronometro l’obiettivo della spedizione, bensì il ricordo di una persona speciale. Due dei nuotatori bresciani portavano con sé una boa con l’immagine di Federico Troletti, agente della Polizia Stradale di Darfo, scomparso prematuramente a 48 anni in un incidente stradale. Troletti, noto tra gli sportivi come “Kaimano”, aveva organizzato molte traversate nei laghi lombardi e compiuto imprese memorabili come il percorso Riva–Desenzano (54 km) nel Garda e 20 ore di nuoto continuo nel lago Maggiore.

“Nuotare nello Stretto è stato come rivivere le emozioni che Federico ci ha trasmesso – spiega Tomasini – e ci è sembrato il modo più autentico per ricordarlo”.

Redazione

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