“Non si può tornare indietro e cambiare ciò che è stato, ma si può iniziare da dove si è.” Con queste parole incise su una targa firmata dalla sindaca Chiara Cherchi, il Comune di Serle ha voluto ringraziare Alberto Rivadossi, 55 anni, originario di Ciliverghe, per il suo straordinario gesto di gratitudine e speranza. L’uomo, dopo aver sconfitto un tumore allo stomaco, ha mantenuto la promessa fatta durante la malattia: ripulire i sentieri naturali che collegano Nuvolento all’Altopiano di Cariadeghe.
Tutto è iniziato a gennaio dello scorso anno, quando a Rivadossi, ingegnere specializzato in certificazioni ambientali, è stata diagnosticata una grave neoplasia. Un percorso duro, fatto di chemioterapia, interventi chirurgici e complicanze, che però non ha spento la sua determinazione. Alla vigilia del quarto ciclo di cure, il 23 marzo, l’uomo è salito in mountain bike fino al santuario di San Bartolomeo, dove ha pronunciato un voto: se fosse guarito, avrebbe ripercorso quel cammino raccogliendo ogni rifiuto incontrato lungo la strada.
Dopo mesi di cure e due ulteriori operazioni, la Tac di fine agosto ha segnato la svolta: nessuna traccia del tumore. Una notizia accolta con emozione e gratitudine. «Non è ancora finita – ha raccontato – perché dovrò sottopormi a controlli ogni tre mesi, ma sono felicissimo».
Così, a fine settembre, accompagnato dalla moglie Ilenia e dall’amica Ottavia, Rivadossi è tornato in sella per ripulire i boschi e i sentieri di Cariadeghe, differenziando i rifiuti raccolti lungo il percorso. Un gesto semplice ma profondo, che ha attirato l’attenzione e il sostegno di molti passanti. «In tanti si fermavano a chiedere cosa stessimo facendo; è stato bellissimo sentire tanta vicinanza», ha spiegato.
La notizia del suo impegno è arrivata fino al Municipio di Serle, dove l’amministrazione comunale ha voluto premiarlo ufficialmente. Durante la cerimonia, la sindaca Chiara Cherchi gli ha consegnato una targa di ringraziamento, riconoscendo il valore umano e civico del suo esempio. «È stato un modo per restituire a Serle quello che mi ha donato – ha commentato Rivadossi –: i suoi paesaggi, i colori, i sentieri. Spero che la mia esperienza possa servire a qualcuno».
Ma la sua storia non si ferma qui. A dicembre l’ingegnere affronterà un nuovo controllo medico e, se tutto andrà bene, ha già promesso di tornare a ripulire l’Altopiano di Cariadeghe, continuando a trasformare la sua battaglia personale in un messaggio di rinascita, impegno e amore per la natura.
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