Il mercato del lavoro bresciano continua a rallentare. Secondo le più recenti rilevazioni del Sistema Informativo Excelsior, realizzato con i dati delle Camere di Commercio e di InfoCamere, il numero di assunzioni previste per il trimestre ottobre-dicembre 2025 è il più basso degli ultimi cinque anni. Le aziende della provincia segnalano 27.100 ingressi programmati, un dato inferiore anche rispetto al 2024 (28.280). Per ritrovare numeri più bassi – escludendo il 2020, condizionato dalla pandemia – bisogna tornare al 2019, quando furono previste 25.940 assunzioni.
Nel complesso dell’anno, le imprese bresciane prevedono 131.430 nuove entrate, ovvero 385 in meno rispetto al 2024. L’unico periodo che ha mostrato un segno positivo è quello estivo (luglio-settembre), con 1.340 posizioni in più rispetto allo stesso trimestre del 2024. Gli altri periodi, invece, registrano tutti un calo: -850 nel primo trimestre, -700 nel secondo e -1.750 nell’ultimo.
Nel quarto trimestre 2025, l’industria assorbirà 10.470 posizioni (7.010 nella manifattura e public utilities, 3.450 nelle costruzioni), mentre il settore dei servizi rimane il più dinamico, con oltre 16.000 assunzioni previste. In particolare, 3.940 posti riguardano il commercio, 4.310 il turismo, la ristorazione e l’alloggio, 4.690 i servizi alle imprese e 3.060 i servizi alla persona. Più contenuto il contributo del settore primario, con circa 620 ingressi.
Le micro e piccole imprese (MPI e PMI) restano il cuore pulsante del sistema produttivo bresciano: 16.760 assunzioni su 27.100 sono previste da aziende con meno di 50 dipendenti. Seguono le imprese di media dimensione (50-249 addetti) con 5.700 ingressi, e le grandi aziende, che ne offrono 4.640. Tuttavia, cresce il divario tra domanda e offerta: 51 imprese su 100 dichiarano difficoltà nel reperire personale qualificato.
La carenza di competenze si concentra soprattutto nelle aree tecniche e di progettazione (60,2% di profili difficili da reperire), seguite da direzione e servizi generali (58,1%) e da produzione ed erogazione del servizio (51,3%). Tra le figure più richieste e allo stesso tempo più rare ci sono i tecnici dei servizi sociali (91,5% di difficoltà di reperimento), i meccanici e manutentori di macchine (83,7%) e i saldatori e carpentieri metallici (76,6%). Anche i tecnici informatici, gli operatori sanitari e gli agricoltori specializzati restano tra le categorie più difficili da assumere.
Nonostante qualche segnale di ripresa in alcuni comparti, il sistema produttivo bresciano continua a muoversi con cautela. Le tensioni geopolitiche, i costi energetici elevati e gli effetti dei dazi USA pesano ancora sulle strategie occupazionali delle imprese, che si trovano a gestire un contesto economico incerto e complesso, ereditato dagli anni del Covid.
Seguici su
Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.