Nella scuola primaria Don Vender, parte dell’Istituto Comprensivo Ovest 2, un banco vuoto ha spezzato la routine e il cuore di un’intera comunità educativa. Lunedì pomeriggio, al termine di una giornata trascorsa serenamente tra maestre e compagni, Seline aveva salutato tutti con l’affetto e la spontaneità che la contraddistinguevano. Nessuno immaginava che quei gesti sarebbero stati gli ultimi: nella notte, un malore improvviso ha interrotto la sua vita, lasciando un dolore difficile da elaborare.
La notizia si è diffusa rapidamente tra insegnanti, genitori e alunni, creando uno shock profondo che ha coinvolto non solo la sua classe ma tutta la scuola. Al rientro, ieri mattina 21 novembre, il banco della bambina – collocato in via Delle Longure – è apparso come un simbolo tangibile della fragilità degli equilibri quotidiani. La dirigente scolastica Patrizia Galeri ha descritto con parole toccanti l’impatto della perdita: «Quel banco resterà un peso sul cuore difficile da sollevare con tutte le strategie educative», ricordando Seline come una alunna impegnata, dolce e amata da tutti.
Nel pomeriggio di oggi si terrà il funerale presso la chiesa evangelica di via Zara. L’immagine della piccola bara bianca, coperta dai pupazzi a cui era affezionata, ha lasciato sgomenti i presenti. La scuola ha annunciato una partecipazione numerosa, riflesso della vicinanza che famiglie, docenti e compagni desiderano manifestare ai genitori — lui italiano, lei di origini africane — e al fratellino che frequenta lo stesso istituto. Per quest’ultimo, le maestre stanno preparando un momento intimo e riservato, previsto per lunedì mattina, per condividere il ricordo della sorella e accompagnarlo in un percorso di sostegno affettivo.
Il quartiere, profondamente colpito dalla tragedia, ha espresso il proprio cordoglio anche attraverso un messaggio pubblicato sulla pagina Facebook del Consiglio di Quartiere di Urago Mella. Il post, dedicato alla memoria della bambina, sottolinea la vicinanza alla famiglia e alla comunità scolastica, citando un verso di Giuseppe Ungaretti come tentativo di dare voce all’indicibile: «Mai, non saprete mai come mi illumina l’ombra che mi si pone a lato, timida, quando non spero più». Parole scelte per rappresentare lo smarrimento di fronte a una perdita tanto precoce e per offrire un fragile spiraglio di conforto.
La morte improvvisa di Seline ha messo in luce la capacità di una comunità di stringersi attorno al dolore, cercando di sostenere chi resta e di preservare il ricordo di una bambina descritta come solare, impegnata e capace di suscitare simpatia in chiunque la incontrasse. Mentre la città si prepara a darle l’ultimo saluto, nella scuola Don Vender rimane un vuoto impossibile da colmare, accompagnato dalla volontà collettiva di non lasciare che la sua memoria si dissolva.
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