A Gardone Riviera si è aperto un acceso dibattito dopo la decisione del Comune di non rinnovare per il 2025 la Bandiera arancione, il marchio di qualità turistico-ambientale assegnato dal Touring Club Italiano ai borghi sotto i 15mila abitanti capaci di offrire un’accoglienza curata e un’esperienza di viaggio autentica. La scelta, mai registrata prima d’ora nella storia del programma, ha sorpreso cittadini e opposizione, trasformandosi nel cosiddetto “bandiera-gate”.
La questione è approdata nell’ultima seduta del Consiglio comunale grazie a un’interrogazione presentata dal gruppo civico guidato dall’ex sindaco Andrea Cipani, che nel 2010 aveva ottenuto per la prima volta il riconoscimento per il paese. Secondo Cipani, rinunciare alla Bandiera arancione significherebbe privare Gardone Riviera di un importante strumento di promozione e posizionamento nel panorama turistico nazionale. Il marchio, infatti, rappresenta da anni un biglietto da visita distintivo, associato a standard di qualità, servizi mirati e strategie coordinate di valorizzazione territoriale.
L’opposizione chiede dunque alla Giunta quali siano le ragioni dietro al mancato rinnovo della quota associativa e quali valutazioni abbiano portato a interrompere un percorso ormai consolidato. «La nostra comunità ha sempre beneficiato di questa adesione – ha dichiarato Cipani – e interromperla potrebbe compromettere la percezione esterna di Gardone Riviera come destinazione certificata». L’ex primo cittadino sottolinea inoltre che l’adesione al network del Touring Club ha permesso negli anni un dialogo costante con realtà turistiche d’eccellenza, contribuendo alla crescita dell’offerta locale.
La maggioranza, attraverso le parole dell’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Cipani, ha fornito una lettura differente. Il mantenimento della Bandiera arancione richiederebbe un impegno amministrativo articolato, fatto di monitoraggi, compilazioni periodiche e attività di aggiornamento che, secondo l’attuale amministrazione, sottrarrebbero tempo e risorse ad altre priorità. La Giunta ha invece posto l’accento su un risultato ritenuto più rilevante: il recente ottenimento della Bandiera lilla, riconoscimento attribuito ai Comuni che investono nell’accessibilità turistica per le persone con disabilità.
Secondo l’amministrazione, la Bandiera lilla rappresenta oggi un obiettivo strategico per lo sviluppo del territorio, in linea con un approccio inclusivo e con l’intenzione di consolidare altre certificazioni già in corso, come l’appartenenza ai Borghi più belli d’Italia e la Bandiera blu. «Attribuiamo un peso diverso alle varie certificazioni – ha spiegato l’assessore – e continueremo a lavorare su quelle che riteniamo più utili per la visione che abbiamo del futuro di Gardone Riviera».
La posizione non ha convinto l’ex sindaco, che ha definito le spiegazioni insufficienti e poco coerenti con le responsabilità istituzionali di un Comune turistico. «Quando eravamo noi a guidare l’amministrazione – ha affermato – la gestione delle certificazioni era affidata a una persona che lavorava spesso all’estero, e nonostante ciò si è sempre riusciti a rispettare i requisiti».
Gardone Riviera manterrà comunque la Bandiera arancione fino al 2027, anno in cui scadrà il rinnovo triennale. Se non interverranno nuove adesioni, la Riviera perderà il titolo, che resterà in provincia soltanto a Bienno, mentre sulle sponde del Garda continueranno a sventolare le bandiere arancioni di Tignale e Limone, quest’ultima assegnata nel giugno 2025.
La vicenda mette in luce il delicato equilibrio tra promozione territoriale, capacità amministrativa e scelte politiche locali. La discussione rimane aperta, con un territorio diviso tra chi ritiene la Bandiera arancione un asset strategico e chi, al contrario, punta su certificazioni considerate più attuali e coerenti con le nuove esigenze del turismo inclusivo.
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