Nonostante le polemiche, le pressioni delle famiglie e un acceso dibattito politico, l’Istituto comprensivo di Gussago non fa marcia indietro. Alla scuola elementare di Sale resta in vigore il divieto per gli alunni di lavarsi i denti dopo il pasto in mensa, una decisione che continua a far discutere l’opinione pubblica e il consiglio comunale.
Il provvedimento, definito dagli stessi vertici scolastici come legato esclusivamente a esigenze organizzative interne, è stato al centro di un’interrogazione presentata dal gruppo di minoranza “Pd per Gussago – comunità democratica”. A fare chiarezza sulla posizione dell’amministrazione comunale è stato il sindaco Giovanni Coccoli, intervenuto in aula dopo essersi confrontato direttamente con la dirigente scolastica per comprendere le motivazioni alla base della scelta.
Secondo quanto riferito dal primo cittadino, non si tratta di problemi strutturali né di criticità legate alla disponibilità di acqua all’interno dell’edificio scolastico. «Ho constatato che non è un problema di erogazione dell’acqua o di condizioni dell’immobile – ha spiegato Coccoli –. Il divieto nasce da esigenze organizzative interne, alle quali si aggiunge la difficoltà di garantire una sorveglianza costante nei servizi igienici e un’adeguata igienizzazione dei lavandini, soprattutto nel delicato momento del dopomensa».
Queste difficoltà, emerse già durante l’interclasse di inizio anno, hanno portato la scuola a una scelta restrittiva. L’igiene orale dopo i pasti è consentita esclusivamente agli alunni con apparecchio ortodontico, per i quali la pulizia dei denti è considerata indispensabile. Tutti gli altri bambini, invece, non potranno lavarsi i denti all’interno della scuola.
La decisione continua a dividere. Da un lato la dirigenza scolastica rivendica la propria autonomia organizzativa, dall’altro una parte del consiglio comunale e alcune associazioni sottolineano l’importanza della prevenzione. Il sindaco Coccoli, tuttavia, ha chiarito i limiti dell’intervento dell’ente locale: «L’organizzazione interna dell’attività scolastica rientra nella piena autonomia della dirigenza», ha dichiarato, aggiungendo che il Comune si occupa esclusivamente di manutenzione, sicurezza degli edifici, idoneità degli spazi e servizi essenziali come mensa e trasporto scolastico. «Su questo caso non possiamo intervenire», ha concluso.
Di segno opposto la posizione della minoranza. Rossella Olivari, capogruppo di “Pd per Gussago – comunità democratica”, ha ribadito che l’igiene orale è un elemento fondamentale per la salute dei bambini. «Riteniamo che lavarsi i denti sia essenziale per prevenire malattie, spesso anche costose da curare – ha affermato –. Il Comune dovrebbe promuovere azioni di prevenzione, dotando le scuole di spazi adeguati per favorire sane abitudini fin dalla prima infanzia».
Sulla vicenda è intervenuta anche l’Associazione nazionale dentisti italiani, che ha manifestato la propria disponibilità a collaborare con le scuole, offrendo iniziative personalizzate, materiali didattici e incontri con odontoiatri, per sensibilizzare sul tema dell’igiene orale. Un’apertura che, almeno per il momento, non ha portato a un ripensamento della misura.
Il caso della scuola elementare di Sale resta quindi emblematico di un confronto più ampio tra autonomia scolastica, organizzazione interna e promozione della salute. Per ora, però, la linea è confermata: spazzolini e dentifrici non torneranno nei bagni della scuola, fatta eccezione per i bambini con apparecchio ortodontico.
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