Prosegue l’inchiesta sull’uccisione di Alessandro Ambrosio, il capotreno di 34 anni morto dopo essere stato colpito con una coltellata alla schiena. Nella giornata odierna è stato disposto l’esame autoptico sul corpo della vittima, un passaggio fondamentale per chiarire le cause esatte del decesso e fornire ulteriori elementi all’indagine coordinata dalla Procura di Brescia.
L’incarico per l’autopsia è stato affidato dal pubblico ministero Michele Martorelli al medico legale Elena Giovannini. La difesa dell’indagato, rappresentata dall’avvocata Luisella Savoldi — sostituita in udienza dall’avvocato Roberto Bruzzi — ha invece nominato come consulente di parte Andrea Gavina. Al termine degli accertamenti medico-legali, la salma sarà riconsegnata ai familiari di Ambrosio, che al momento non hanno conferito mandato ad alcun legale.
Sul fronte giudiziario, è attesa per domani, venerdì 9 gennaio, l’udienza di convalida del fermo davanti al giudice per le indagini preliminari di Brescia. Il provvedimento riguarda Marin Jelenic, cittadino croato di 36 anni, arrestato la sera del 6 gennaio a Desenzano del Garda, a distanza di un giorno dall’omicidio avvenuto a Bologna.
All’uomo viene contestato il reato di omicidio aggravato, con l’accusa di aver agito per motivi considerati abietti e di aver commesso il fatto in prossimità di una stazione ferroviaria. Jelenic si trova attualmente detenuto nel carcere di Canton Mombello, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa delle prossime decisioni.
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