Casa e affitti calmierati, sei Comuni uniscono le forze

Palazzolo sull’Oglio assume il ruolo di Comune capofila in un progetto che coinvolge sei realtà dell’Ovest Bresciano

Palazzolo sull’Oglio assume il ruolo di Comune capofila in un progetto che coinvolge sei realtà dell’Ovest Bresciano decise a coordinarsi sul tema dell’abitare. Adro, Capriolo, Cologne, Erbusco, Palazzolo e Pontoglio, territori che complessivamente superano i 60mila residenti, hanno approvato in sede di assemblea dei sindaci dell’ambito Monte Orfano il nuovo piano di zona dedicato ai servizi abitativi pubblici e sociali.

Il documento riguarda la gestione e la programmazione degli alloggi a canone popolare o calmierato presenti nell’area, suddivisi tra Sap (Servizi abitativi pubblici) e Sas (Servizi abitativi sociali). L’obiettivo è costruire risposte più efficaci a bisogni abitativi in continua evoluzione, in un contesto segnato da una crescente difficoltà nel reperire affitti a prezzi sostenibili.

La fotografia attuale mostra una disponibilità complessiva di 345 alloggi, distribuiti tra enti locali e Aler. Proprio Aler gestisce circa 150 unità, pari a quasi la metà del patrimonio abitativo pubblico dell’ambito. Entro la fine dell’anno, una quindicina di appartamenti dovrebbe tornare disponibile attraverso diverse modalità di assegnazione.

Guardando al 2026 e limitando l’analisi agli alloggi non gestiti da Aler, la maggior parte delle abitazioni libere si concentra a Capriolo, dove se ne contano tre. Seguono Palazzolo sull’Oglio con due unità, mentre Cologne ed Erbusco ne avranno una ciascuna. Al momento, invece, non risultano soluzioni disponibili ad Adro e Pontoglio. Per graduatorie, bandi e modalità di accesso, i cittadini possono rivolgersi ai rispettivi Uffici dei servizi sociali comunali.

«La situazione del nostro territorio – spiega il sindaco di Palazzolo, Gianmarco Cossandi – è simile a quella di molte altre zone della provincia. La carenza di interventi strutturali sull’edilizia residenziale pubblica, protratta negli anni, ha creato uno squilibrio evidente tra domanda e offerta». A questo si aggiungono, sottolinea il primo cittadino, le difficoltà legate ai criteri normativi: «Il rispetto dei numerosi parametri richiesti per i bandi rende spesso complesso l’accesso alle misure disponibili».

Il piano di zona rappresenta quindi un primo passo verso una gestione più coordinata e consapevole del patrimonio abitativo, con l’intento di affrontare in modo condiviso una delle emergenze sociali più sentite anche nell’Ovest Bresciano.

Redazione

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