Con la ripresa delle lezioni dopo le vacanze natalizie, nelle scuole della provincia di Brescia si è aperta una nuova fase di emergenza sul fronte delle supplenze. Sono oltre cento gli interpelli pubblicati dalle segreterie scolastiche, una decina dei quali già diffusi durante il periodo festivo. E il dato è parziale: molti avvisi non compaiono sul sito dell’Ufficio scolastico territoriale, ma solo sui portali delle singole scuole.
Il fenomeno riguarda in particolare le scuole primarie, spesso con due o tre richieste di supplenti per lo stesso istituto, seguite da medie e posti di sostegno. Più contenuta, seppur presente, la criticità nelle scuole superiori, dove alcune graduatorie di istituto risultano ancora attive, soprattutto per materie non scientifiche.
Cos’è l’interpello e perché viene usato
L’interpello rappresenta uno strumento di emergenza che entra in gioco quando tutte le graduatorie risultano esaurite. Ha di fatto sostituito la vecchia Mad (messa a disposizione), ma con una logica inversa: non è il docente a proporsi, è la scuola a lanciare un appello pubblico.
Non esistono graduatorie da rispettare e il dirigente scolastico valuta le candidature sulla base di criteri discrezionali, tra cui spesso anche la rapidità nella disponibilità. Una modalità che consente di coprire i buchi, ma che evidenzia la carenza strutturale di personale.
Supplenze e turn over a metà anno
Dopo l’8 gennaio, l’Ufficio scolastico territoriale ha concluso le operazioni sulle supplenze annuali fino a giugno o agosto, trasferendo l’onere ai dirigenti scolastici. Le nomine di questo tipo restano però rare, mentre è frequente il ricorso a supplenze brevi o temporanee.
A complicare ulteriormente il quadro ha contribuito il concorso Pnrr, con le ultime immissioni in ruolo effettuate entro il 31 dicembre sui posti accantonati. In alcuni casi i docenti hanno potuto restare nella sede di servizio, in altri sono stati costretti a spostarsi anche fuori provincia, lasciando cattedre improvvisamente scoperte. Trovare sostituti immediati, soprattutto per alcune discipline, si è rivelato complesso.
Ore cancellate e disagi per gli studenti
Il risultato è stato evidente fin dai primi giorni di rientro in classe: ore cancellate, uscite anticipate per gli studenti più grandi, insegnanti temporanei nelle primarie e continui cambi in corsa. Una situazione che pesa soprattutto sul sostegno, dove la continuità didattica è considerata fondamentale.
«A questo punto dell’anno le graduatorie sono vuote, dobbiamo ricorrere agli interpelli, ma facciamo molta fatica», spiega Sergio Ziveri, dirigente dell’Istituto comprensivo Est 3. Servono almeno due o tre giorni, se non di più, per trovare qualcuno, durante i quali le scuole sono costrette ad arrangiarsi. Unica nota positiva, l’aumento di risorse sul sostegno assegnate dall’Ust.
Superiori meno in emergenza, ma il problema resta
Nelle scuole superiori la situazione è leggermente meno critica, anche se il ricambio di docenti a dicembre ha creato disagi durante il periodo degli scrutini. «Il Pnrr è una benedizione, ma i suoi tempi non coincidono con quelli della scuola», osserva Denis Ruggeri, dirigente del liceo De André, dove due docenti sono stati sostituiti dopo l’ingresso dei vincitori di concorso.
Anche al Levi di Sarezzo un docente di matematica ha lasciato l’istituto per trasferirsi in provincia di Milano. «Il collegio è oggi più stabile, ma le tempistiche restano incoerenti», conferma la preside Ersilia Conte.
Graduatorie vuote e discipline senza appeal
Particolarmente critica la situazione in alcuni istituti tecnici e professionali. Al Castelli, gli interpelli sono partiti persino per italiano. «Non c’è più nessuno in elenco o, se c’è, non risponde in questo momento dell’anno», spiega la dirigente Simonetta Tebaldini. La situazione peggiora per materie tecniche, informatica e matematica, dove la scuola fatica ad attrarre candidati.
Un dato emblematico arriva dal concorso di Informatica: 47 candidati per tutta la Lombardia. «I supplenti non si trovano – conclude Tebaldini – anche se il futuro potrebbe cambiare con il calo demografico che sta arrivando alle superiori. Le iscrizioni lo stanno già mostrando».
Un problema strutturale
Il ricorso massiccio agli interpelli mette in evidenza un problema che va oltre il normale turn over scolastico. A metà anno, con graduatorie esaurite e pochi candidati disponibili, la gestione delle supplenze diventa sempre più complessa, con ricadute dirette sulla didattica e sull’organizzazione delle scuole.
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