Si è concluso con una condanna a due anni e otto mesi di carcere il procedimento giudiziario a carico di don Jordan Coraglia, ex parroco di Castelcovati, ritenuto responsabile della detenzione di materiale pedopornografico. Nel corso delle indagini sono stati rinvenuti circa 1.500 file, tra immagini e video, che coinvolgevano minorenni.
Gli accertamenti condotti dagli investigatori hanno fatto emergere l’utilizzo, da parte dell’ex sacerdote, di schede SIM straniere intestate a soggetti ignoti, un espediente che avrebbe avuto lo scopo di eludere eventuali controlli e rendere più difficile la sua identificazione. A seguito degli sviluppi investigativi, l’uomo è stato sospeso dalla Curia.
L’attenzione degli inquirenti si è concentrata su don Coraglia nell’ambito di un’indagine più ampia, inizialmente avviata nei confronti di un medico di Torino già coinvolto nello stesso filone investigativo. Proprio l’analisi dei dispositivi e dei contatti emersi in quel contesto ha consentito di risalire al telefono dell’ex parroco e al materiale illecito in esso contenuto.
Dopo l’arresto, avvenuto nel maggio 2025, don Coraglia ha ammesso le proprie responsabilità durante l’interrogatorio di garanzia, confermando gli elementi raccolti dagli investigatori. Le dichiarazioni hanno contribuito a delineare il quadro accusatorio che ha portato alla sentenza di condanna.
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