Valanga in Alto Adige: quattro vittime, addio a Laura Santino

La 26enne è morta dopo ore di lotta in ospedale, mentre si registra un’altra vittima della tragedia in Val Ridanna

elicottero vigili del fuoco

Si aggrava il bilancio della valanga che il 21 marzo ha colpito la Val Ridanna, in Alto Adige. A pochi giorni dall’incidente, il numero delle vittime è salito a quattro con la morte di Norbert Brandtner, deceduto in ospedale dopo il ricovero. Tra le persone coinvolte nella tragedia anche Laura Santino, 26 anni, il cui decesso ha profondamente colpito la comunità bresciana.

La giovane è spirata a Innsbruck dopo ore di tentativi per salvarle la vita. Era stata travolta dalla massa di neve sotto gli occhi del marito, in una giornata che avrebbe dovuto segnare l’inizio della primavera e che si è invece trasformata in un dramma. Nell’evento sono rimaste coinvolte oltre 25 persone, con diversi feriti gravi, mentre due uomini avevano perso la vita sul colpo.

Laura Santino viveva tra Vobarno e Vestone, dopo essere nata a Gavardo. Una vita ricca di passioni e impegno, spezzata improvvisamente, che lascia un segno profondo tra familiari, amici e conoscenti. La salma è rientrata nei giorni successivi nel suo paese d’origine, dove è stata allestita la camera ardente presso la Domus funeraria Tela.

I funerali si terranno sabato 28 marzo alle ore 14.30 nella chiesa parrocchiale di Vobarno. A darne l’annuncio il marito Stefano, insieme ai genitori, alla sorella e ai familiari, uniti nel dolore per una perdita che ha scosso l’intera comunità locale.

Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati in queste ore. Laura era conosciuta per il suo impegno nello sport, in particolare nella pallavolo, e per il suo lavoro a contatto con le persone più fragili. Collaborava con una realtà impegnata nel supporto a minori con disabilità e disturbi dello spettro autistico, dimostrando una forte sensibilità sociale.

Il suo sogno era quello di aprire un agriturismo, un progetto che univa l’amore per gli animali e il desiderio di creare uno spazio inclusivo, capace di accogliere anche persone in difficoltà. Un obiettivo che rappresentava la sintesi della sua personalità: dinamica, empatica e profondamente legata alla natura.

In accordo con la famiglia, eventuali offerte saranno destinate a una struttura dedicata proprio ai minori con disabilità, realtà con cui Laura collaborava. Un gesto che riflette i valori che hanno guidato la sua vita e il suo lavoro.

La tragedia della Val Ridanna riporta l’attenzione sui rischi legati alla montagna, anche per escursionisti esperti. Un evento che ha colpito duramente più famiglie e comunità, lasciando dietro di sé dolore e interrogativi sulla sicurezza in ambienti naturali complessi.

Redazione

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