Proseguono senza sosta le indagini sull’accoltellamento avvenuto in una scuola media di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. Le autorità hanno disposto la chiusura del canale e dell’account Telegram utilizzati dal tredicenne, autore dell’aggressione alla professoressa di francese Chiara Mocchi, colpita durante una lezione.
Accedendo al canale compare ora un messaggio che segnala la violazione dei termini di servizio della piattaforma. Il profilo del ragazzo è stato rimosso poche ore dopo l’episodio, ma l’attività online del minorenne resta al centro dell’inchiesta. I carabinieri stanno infatti analizzando i contenuti pubblicati e le interazioni digitali precedenti all’attacco.
La Procura per i minorenni di Brescia ha aperto due distinti fascicoli. Uno di natura penale per ricostruire la dinamica dei fatti e uno civile per valutare interventi di tutela sul minore, attualmente collocato in una struttura protetta. Nonostante l’età inferiore ai 14 anni lo renda non imputabile, l’attenzione investigativa resta elevata per chiarire ogni aspetto della vicenda.
Uno dei punti centrali riguarda la diretta trasmessa durante l’aggressione. Il video, della durata di quasi due minuti, è agli atti e gli inquirenti stanno cercando di identificare chi fosse collegato in quel momento, un numero che, secondo le prime informazioni, sarebbe limitato a meno di dieci utenti. L’obiettivo è verificare se qualcuno possa aver incoraggiato il gesto o avuto un ruolo nella sua pianificazione. Al momento non risultano altri indagati.
Le indagini si concentrano anche sugli acquisti effettuati dal ragazzo. Parte del materiale trovato in suo possesso, tra cui il coltello utilizzato e altri oggetti potenzialmente pericolosi, sarebbe stato acquistato tramite canali Telegram, spesso legati a circuiti illegali. Un elemento che apre interrogativi sulle modalità di accesso alla piattaforma, considerato che per l’iscrizione è richiesta un’età minima di 14 anni.
Secondo il legale della docente, sarà fondamentale ricostruire la rete di contatti digitali del giovane. L’ipotesi è che possa aver subito forme di influenza o “indottrinamento” attraverso lo schermo, un aspetto che gli investigatori stanno cercando di approfondire con analisi tecniche e verifiche sui dispositivi utilizzati.
Nel frattempo, le condizioni della professoressa Chiara Mocchi mostrano segnali di miglioramento. Dopo essere stata dimessa dalla terapia intensiva, è ora ricoverata in reparto, dove riceve anche supporto psicologico per affrontare le conseguenze dell’accaduto. Il recupero procede, ma resta il forte impatto emotivo legato all’aggressione.
Sono state inoltre smentite alcune notizie circolate nelle ore successive ai fatti. Non risultano episodi recenti di vandalismo ai danni dell’auto della docente, fatta eccezione per un episodio isolato risalente al dicembre 2024. Intanto, la vicenda continua a suscitare riflessioni anche a livello istituzionale e sociale, richiamando l’attenzione sul rapporto tra giovani, violenza e ambienti digitali.
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