Momenti di forte tensione nel pomeriggio di sabato alla casa circondariale “Nerio Fischione” di Brescia, dove un detenuto ha appiccato un incendio all’interno della propria cella, generando una densa nube di fumo che si è rapidamente propagata nei corridoi della struttura. L’episodio ha richiesto un intervento immediato della Polizia Penitenziaria per evitare conseguenze più gravi.
Secondo quanto riferito dal segretario regionale aggiunto dell’Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria, Calogero Lo Presti, l’allarme è scattato in pochi istanti e gli agenti sono intervenuti tempestivamente, riuscendo a mettere in sicurezza il detenuto e a contenere le fiamme prima che si estendessero ad altre aree del carcere. A scopo precauzionale, l’intera sezione coinvolta è stata evacuata.
Le operazioni di soccorso si sono rivelate particolarmente delicate a causa della quantità di fumo sprigionata. Alcuni agenti sono rimasti intossicati durante l’intervento, mentre cercavano di domare l’incendio e prestare assistenza. I poliziotti coinvolti sono stati trasferiti al pronto soccorso degli Spedali Civili di Brescia; uno di loro risulta ancora ricoverato in osservazione.
L’episodio riporta al centro dell’attenzione le condizioni interne dell’istituto penitenziario. Secondo le organizzazioni sindacali, il carcere registra un tasso di sovraffollamento superiore al 218%, il più elevato in Lombardia. A questo si aggiungono criticità legate alla presenza di detenuti con fragilità psichiche e a una carenza strutturale di personale, stimata in circa cinquanta unità.
Lo stesso Lo Presti ha evidenziato come il detenuto protagonista dell’incendio non sia nuovo a comportamenti simili, sottolineando le difficoltà operative quotidiane per gli agenti. Una situazione confermata anche dal presidente dell’USPP, Giuseppe Moretti, che ha descritto un contesto sempre più complesso, caratterizzato da una popolazione detenuta definita “sempre più difficile da gestire”.
Le condizioni di lavoro del personale penitenziario restano un nodo centrale, tra turni gravosi, organici ridotti e un numero elevato di detenuti. I rappresentanti sindacali hanno espresso solidarietà agli agenti coinvolti nell’episodio, evidenziando la professionalità dimostrata durante l’emergenza e augurando una pronta ripresa ai feriti.
L’incendio, pur non causando vittime, rappresenta l’ennesimo segnale di un sistema sotto pressione. La gestione della sicurezza negli istituti penitenziari si conferma una sfida complessa, aggravata da sovraffollamento e risorse limitate, elementi che rendono sempre più frequenti situazioni di rischio.
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