Mensa dell’ospedale Iseo chiusa: gravi carenze igieniche

Controlli dei Nas nel Bresciano, sanzioni anche per altre strutture durante l’operazione nazionale

Nas

La mensa dell’ospedale di Iseo è stata chiusa a seguito di gravi irregolarità igienico-sanitarie riscontrate dai carabinieri del Nas durante una vasta campagna di controlli condotta su tutto il territorio nazionale. L’intervento rientra in un servizio straordinario finalizzato a verificare la sicurezza alimentare nelle strutture sanitarie e nei servizi di ristorazione collettiva.

Nel dettaglio, all’interno della mensa sono state rilevate condizioni igieniche critiche, tra cui muri deteriorati e la presenza di insetti, in particolare scarafaggi. La struttura, gestita da una società con sede a Roma, è stata sanzionata per diverse migliaia di euro, mentre l’attività è stata sospesa su disposizione dell’Asst Franciacorta.

Secondo quanto comunicato dalla stessa azienda sanitaria, le problematiche sarebbero riconducibili alla rottura di una tubatura, che avrebbe causato la fuoriuscita di acqua sporca, in parte proveniente anche dal lago, favorendo la contaminazione e la presenza di insetti nei locali. La riapertura sarà possibile solo dopo il completo ripristino delle condizioni igienico-sanitarie richieste.

Nel frattempo, per garantire la continuità del servizio, l’ospedale di Iseo si è temporaneamente appoggiato alla struttura del Mellini di Chiari, risultata conforme ai controlli effettuati. L’intervento ha permesso di evitare disagi per i pazienti, assicurando comunque la distribuzione dei pasti in sicurezza.

L’operazione dei Nas ha coinvolto numerose strutture anche nel territorio bresciano. Su 16 controlli effettuati, altre tre realtà tra città, Garda e Franciacorta sono state sanzionate, sebbene per violazioni considerate minori e non direttamente legate a rischi sanitari immediati.

A livello nazionale, i dati emersi dalla campagna sono significativi. Tra il 19 febbraio e il 22 marzo sono state ispezionate 558 strutture, di cui oltre 500 appartenenti alla ristorazione collettiva e una trentina legate direttamente all’ambito sanitario. Le verifiche hanno evidenziato 238 situazioni non conformi, pari al 42,7% del totale.

Non sono mancati casi particolarmente gravi in altre province italiane. A Salerno è stata rilevata contaminazione microbiologica su materiali destinati alla distribuzione dei pasti, mentre a Catania sono stati sequestrati circa 60 chilogrammi di alimenti in cattivo stato di conservazione, con la denuncia del responsabile. A Parma sono emerse carenze igienico-strutturali nei depositi, mentre a Taranto è stata vietata la produzione di pasti per celiaci a causa dell’assenza di spazi adeguati.

L’operazione conferma l’importanza dei controlli nel settore della ristorazione sanitaria, dove il rispetto delle norme igieniche rappresenta un requisito fondamentale per la tutela della salute dei pazienti, spesso già in condizioni di fragilità.

Le verifiche proseguiranno anche nelle prossime settimane, con l’obiettivo di garantire standard elevati in tutte le strutture coinvolte e prevenire situazioni che possano compromettere la sicurezza alimentare.

Redazione

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