Brescia, imam espulso dopo il caso tv sulle spose bambine

Provvedimento del questore per pericolosità sociale dopo le dichiarazioni emerse in un servizio televisivo

È stato espulso dall’Italia Ali Kashif, imam di origine pakistana, al centro di un caso mediatico nato dopo un servizio trasmesso dalla trasmissione televisiva “Fuori dal Coro”. Il provvedimento è stato disposto dal questore di Brescia sulla base della valutazione di pericolosità sociale, ai sensi dell’articolo 4 comma 3 del Testo unico sull’immigrazione.

La vicenda ha preso forma a seguito di un’inchiesta televisiva andata in onda il 25 gennaio 2026, realizzata con telecamere nascoste all’interno di due centri islamici cittadini. Durante il servizio, un giornalista, presentatosi come studente interessato alla religione islamica, ha posto alcune domande sull’età in cui una ragazza può essere considerata adulta.

Dalle riprese sono emerse dichiarazioni controverse: secondo quanto riferito, una bambina verrebbe considerata adulta al momento della prima mestruazione. L’imam avrebbe inoltre sostenuto che anche dal punto di vista scientifico una ragazza di nove anni potrebbe essere ritenuta adulta. A queste affermazioni si sarebbero aggiunti riferimenti, da parte di un altro presente, a matrimoni in età molto giovane.

Le dichiarazioni hanno suscitato forte attenzione a livello istituzionale e politico, portando all’avvio della procedura amministrativa da parte della Questura. Oltre alla valutazione sulla pericolosità sociale, è stata rilevata anche l’assenza di un valido titolo di soggiorno, elemento che ha contribuito alla decisione finale.

L’espulsione è stata eseguita nelle ore successive al provvedimento: Kashif è stato accompagnato dagli agenti dell’Ufficio Immigrazione all’aeroporto di Milano Malpensa e imbarcato su un volo diretto a Islamabad, con scalo a Bangkok.

Il caso aveva già generato reazioni nei mesi precedenti. In ambito politico, erano state presentate interrogazioni parlamentari e prese di posizione da parte di esponenti di diversi schieramenti. Parallelamente, i centri culturali islamici coinvolti avevano preso le distanze dalle dichiarazioni emerse nel servizio.

In una nota ufficiale, le associazioni avevano sottolineato che le affermazioni attribuite a singoli individui non rappresentano in alcun modo la comunità islamica locale, ribadendo inoltre l’assenza, nel Corano, di riferimenti che giustifichino matrimoni con minori o imposizioni di nozze contro la volontà delle persone.

La comunità islamica bresciana ha evidenziato anche l’impegno nel contrasto a ogni forma di violenza e abuso, con particolare attenzione alla tutela dei minori e alla prevenzione della violenza di genere.

L’episodio si inserisce in un contesto delicato, in cui temi legati all’integrazione, alla sicurezza e al rispetto dei diritti fondamentali restano al centro del dibattito pubblico.

Redazione

Seguici su

Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

È stato necessario il ricovero agli Spedali Civili di Brescia per un 65enne di San...
Non c'è stato nulla da fare per un ragazzo di 22 anni rimasto vittima di...
Il giovane avrebbe minacciato i genitori con un coltello per farsi consegnare del denaro e...

Altre notizie