L’Assegno unico universale continua a rafforzare il proprio impatto sul territorio bresciano, raggiungendo nel 2025 un totale di oltre 444 milioni di euro erogati. Un risultato che conferma la crescita della misura introdotta nel 2022, sia in termini di importi medi sia per numero di beneficiari coinvolti.
Secondo i dati dell’Osservatorio Inps, nella provincia di Brescia sono oltre 222mila i figli beneficiari dell’assegno, con una quota significativa — circa 7.200 — rappresentata da minori con disabilità. L’importo medio mensile ha raggiunto i 175 euro per figlio, accompagnato da una media di 11,4 mensilità annue, segnando un incremento rispetto ai primi anni di applicazione.
L’evoluzione della misura appare evidente osservando il trend degli ultimi anni. Nel 2022, al debutto dell’assegno unico, l’importo medio mensile si attestava a 150 euro, con meno di dieci mensilità erogate. Già nel 2023 si è registrato un primo significativo aumento, con una crescita sia dell’importo medio sia della durata dell’erogazione, che ha portato quasi a due mensilità in più.
Nel 2024 e nel 2025 la crescita è proseguita, seppur con un ritmo più contenuto. L’importo medio annuo per figlio ha sfiorato i 2.000 euro, consolidando il ruolo dell’assegno come strumento centrale di sostegno alle famiglie. Parallelamente, il totale delle risorse distribuite è aumentato di circa 150 milioni rispetto al primo anno di introduzione.
Nonostante il trend positivo, il 2025 registra una lieve flessione rispetto all’anno precedente, con un calo dello 0,8% delle erogazioni complessive. Una variazione attribuita principalmente alla riduzione del numero di figli a carico, stimata in circa 6.000 unità in meno rispetto al 2024.
Un aspetto rilevante riguarda le differenze negli importi in base alle condizioni familiari. Nel 2025, i figli senza disabilità ricevono mediamente 173 euro al mese, mentre per quelli con disabilità l’importo sale a 253 euro. Un divario di circa 80 euro mensili, che riflette la maggiore intensità del sostegno previsto per situazioni di maggiore fragilità.
Questo scarto era già presente negli anni precedenti e si è mantenuto nel tempo, confermando la struttura modulare della misura, calibrata sull’Isee e sulle caratteristiche del nucleo familiare. Anche il numero dei beneficiari ha seguito un andamento simile: in crescita costante fino al 2024, per poi stabilizzarsi nel 2025.
Nel dettaglio, i figli senza disabilità rappresentano la quota più ampia, mentre quelli con disabilità sono passati da poco più di 6.200 nel 2022 a oltre 7.200 nel 2025. Un incremento che evidenzia l’ampliamento della platea e l’efficacia della misura nel raggiungere categorie specifiche.
L’Assegno unico universale si conferma così uno strumento cardine delle politiche familiari, nato per unificare diversi bonus e semplificare il sistema dei sostegni economici. La sua progressiva crescita a Brescia testimonia un utilizzo sempre più diffuso, con un impatto concreto sul reddito delle famiglie.
Nel complesso, i dati delineano un quadro di consolidamento della misura, che ha raggiunto una fase di stabilità dopo i primi anni di implementazione. Un’evoluzione che riflette sia l’adattamento del sistema sia l’aumento della domanda di sostegno, in un contesto economico ancora caratterizzato da incertezze.
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