Si è svolta a Brescia l’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari nell’ambito dell’inchiesta per peculato che coinvolge l’ex procuratore di Pavia Mario Venditti. Il procedimento, che rappresenta uno dei filoni più rilevanti legati al cosiddetto “sistema Pavia”, è stato aggiornato con un rinvio al 18 maggio per l’incidente probatorio.
L’udienza ha segnato un passaggio tecnico importante: è infatti prevista l’audizione di cinque pubblici ministeri di Pavia, chiamati a fornire elementi utili alla ricostruzione dei fatti. L’indagine si concentra su presunte irregolarità nella gestione delle risorse economiche della Procura pavese, con contestazioni che riguardano cifre rilevanti.
Secondo quanto ipotizzato dalla Procura di Brescia, Venditti e il pm Pietro Paolo Mazza, attualmente in servizio a Milano, sarebbero coinvolti in un presunto caso di peculato per un importo di almeno 750mila euro. Al centro dell’accusa vi sarebbe l’acquisto di una decina di auto di grossa cilindrata con fondi pubblici, che secondo gli inquirenti sarebbero state utilizzate per finalità personali anziché istituzionali.
Il procedimento non si limita però al solo aspetto contabile. L’inchiesta si intreccia infatti con il caso Garlasco, uno dei più noti fatti di cronaca giudiziaria italiani. In questo contesto, Venditti risulta indagato anche per corruzione in atti giudiziari, in relazione a presunti favori legati all’archiviazione, avvenuta nel 2017, della posizione di Andrea Sempio, inizialmente coinvolto nelle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi.
Questo collegamento amplia la portata dell’indagine, inserendola in un quadro più complesso che riguarda il funzionamento interno degli uffici giudiziari e le modalità di gestione di procedimenti delicati. Il cosiddetto “sistema Pavia” rappresenta infatti uno degli elementi centrali dell’inchiesta, su cui la magistratura bresciana sta concentrando l’attenzione.
Dal fronte della difesa emergono segnali di fiducia. Il legale dell’ex procuratore ha infatti dichiarato di attendersi un esito favorevole, esprimendo ottimismo rispetto a una possibile archiviazione delle accuse, almeno per quanto riguarda il filone legato alla corruzione.
Il rinvio dell’udienza al 18 maggio consentirà di proseguire con l’acquisizione delle testimonianze previste, passaggio ritenuto fondamentale per chiarire i contorni della vicenda. L’incidente probatorio rappresenta uno strumento chiave in questa fase, permettendo di cristallizzare elementi che potrebbero risultare determinanti nel prosieguo del procedimento.
L’evoluzione dell’inchiesta sarà quindi seguita con attenzione, sia per il rilievo delle figure coinvolte sia per le implicazioni che potrebbe avere sul piano giudiziario e istituzionale. Il caso continua a svilupparsi su più livelli, tra presunti illeciti amministrativi e possibili interferenze in procedimenti giudiziari di grande rilevanza mediatica.
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