Farmaci a rischio estate: l’allarme tra costi e forniture globali

Possibili carenze legate alla crisi nello Stretto di Hormuz e alla dipendenza da materie prime estere

farmaci delle farmacie

Il sistema farmaceutico europeo si prepara ad affrontare nuove criticità nei prossimi mesi. La possibile chiusura dello Stretto di Hormuz e l’aumento dei costi energetici potrebbero causare carenze di farmaci già a partire dall’estate, con ripercussioni dirette sulla disponibilità di medicinali essenziali.

Tra i prodotti più esposti figurano paracetamolo, antibiotici, farmaci antidiabetici e oncologici, categorie fondamentali per la gestione quotidiana della salute pubblica. Il rischio deriva dalla forte dipendenza della filiera da componenti e precursori petrolchimici, il cui trasporto è strettamente legato alle rotte energetiche internazionali.

L’impatto della crisi si riflette già sui costi di produzione. I rincari delle materie prime e dei materiali di confezionamento stanno mettendo sotto pressione l’intero comparto, con aumenti stimati oltre il 20%. In particolare, si registrano incrementi del 25% per l’alluminio, del 15% per i principi attivi e del 25% per vetro e carta utilizzati negli imballaggi.

Questa situazione non riguarda solo l’aspetto economico. La riduzione della disponibilità di materie prime rischia di tradursi in una contrazione delle forniture, soprattutto se le tensioni geopolitiche dovessero prolungarsi. Le prime conseguenze potrebbero emergere nei mesi estivi o subito dopo, coinvolgendo l’intero mercato europeo.

Un elemento centrale del problema è la dipendenza dall’estero. Circa il 74% dei principi attivi utilizzati in Europa proviene da Paesi come Cina e India, una vulnerabilità già emersa durante la pandemia e ora amplificata dal contesto internazionale. Questa concentrazione della produzione espone il sistema a interruzioni improvvise della catena di approvvigionamento.

Le istituzioni stanno monitorando la situazione con attenzione. La necessità di rafforzare l’autonomia produttiva europea viene indicata come una priorità strategica, per ridurre i rischi legati a crisi globali e garantire continuità nella disponibilità dei farmaci.

Parallelamente, cresce la preoccupazione per l’impatto sui cittadini. L’aumento dei costi e la possibile scarsità di medicinali potrebbero incidere in modo significativo sui sistemi sanitari e sull’accesso alle cure, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione.

Il quadro delineato evidenzia una doppia emergenza: da un lato l’incremento dei prezzi, dall’altro la fragilità delle catene di fornitura globali. La combinazione di questi fattori rende il settore farmaceutico particolarmente esposto agli shock geopolitici, con effetti che potrebbero manifestarsi nel breve periodo.

In attesa di eventuali sviluppi sul fronte internazionale, l’attenzione resta alta sulla necessità di interventi coordinati a livello europeo, capaci di garantire stabilità al sistema e sicurezza nell’approvvigionamento dei medicinali.

Redazione

Seguici su

Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

La linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo si prepara a ospitare una nuova fase del progetto H2iseO...
cimitero
Nuove modalità di sepoltura affiancano quelle tradizionali: urne ecologiche, trasformazioni delle ceneri e soluzioni personalizzate...
Realizzato in un'ex cava con 14 milioni di euro del Pnrr, l'invaso potrà servire 180...

Altre notizie