È una vera e propria corsa contro il tempo quella che riguarda la provincia di Brescia sul fronte del Pnrr. Secondo le ultime indicazioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze, i progetti dovranno essere conclusi entro il 30 giugno, con chiusura dei dossier amministrativi prevista entro il 31 agosto. Una scadenza che si traduce in un ultimatum per amministrazioni ed enti attuatori.
Nel territorio bresciano si stima che siano circa 300 i progetti ancora in corso o da completare, con conseguenze potenzialmente rilevanti in caso di ritardi. Il criterio decisivo sarà la data di ultimazione lavori o di regolare esecuzione: se successiva al 30 giugno, le spese non saranno più considerate ammissibili, aprendo scenari complessi per il finanziamento delle opere.
Il rischio principale è quello del definanziamento, che potrebbe costringere enti locali e soggetti attuatori a reperire nuove risorse per evitare cantieri incompiuti. In caso contrario, si aprirebbe anche il tema della possibile responsabilità per danno erariale, rendendo ancora più delicata la gestione della fase finale dei lavori.
Le linee guida ministeriali prevedono comunque alcune eccezioni e margini di flessibilità . Per gli interventi avviati dopo la revisione del Piano del 2023 e finanziati attraverso bandi successivi, il termine per il completamento delle operazioni è fissato al 31 agosto, ma resta comunque una finestra temporale molto ristretta.
I numeri del Pnrr in provincia di Brescia confermano l’ampiezza del programma di investimenti. Nel solo 2025 sono state aggiudicate 528 gare per un valore complessivo di circa 1,1 miliardi di euro, in crescita rispetto all’anno precedente. Nel quinquennio 2021-2025, il volume complessivo delle opere pubbliche legate al Piano ha raggiunto quasi 881 milioni distribuiti su centinaia di interventi.
Le imprese locali hanno intercettato una quota significativa dei lavori, pari a circa il 40% delle aggiudicazioni, anche se con una percentuale inferiore sugli importi complessivi, attorno al 21%. Un dato che evidenzia un forte coinvolgimento del tessuto imprenditoriale bresciano, ma anche una distribuzione ancora sbilanciata dei grandi appalti.
Sul fronte operativo, restano attivi numerosi cantieri strategici. Tra questi figurano interventi su edilizia scolastica, rigenerazione urbana, edilizia residenziale pubblica e infrastrutture per la mobilità sostenibile. Alcuni progetti risultano già conclusi, come il polo scolastico di Sarezzo e la riqualificazione degli alloggi Aler di via Robusti, mentre altri sono in fase avanzata o in chiusura.
Non mancano però situazioni critiche. Il caso più delicato riguarda alcuni interventi ancora in forte ritardo, come la cittadella dei servizi del velodromo di Montichiari, ferma a una percentuale ridotta di avanzamento lavori. In altri casi, come il progetto del biodigestore di Carpenedolo, le opere sono addirittura sfumate, segnando un fallimento nella programmazione iniziale.
Anche in città di Brescia il quadro è articolato: sono ancora aperti oltre venti progetti, tra cui interventi di edilizia residenziale, infrastrutture sportive e rigenerazione di aree dismesse. Tra le opere più rilevanti figurano i nuovi alloggi di Sanpolino, il palazzetto indoor e la trasformazione dell’ex area industriale Arici Sega.
Secondo il presidente di Ance Brescia, Massimo Angelo Deldossi, il momento attuale è decisivo. La continuità dei cantieri viene indicata come elemento fondamentale per rispettare le scadenze e non compromettere gli investimenti già avviati, mentre resta aperto il tema della capacità del territorio di massimizzare le ricadute economiche del Piano.
Il conto alla rovescia è quindi già iniziato: senza proroghe o interventi correttivi, il rischio è quello di vedere una parte significativa dei progetti Pnrr rallentata, ridimensionata o addirittura persa, con effetti diretti sul territorio e sulle risorse pubbliche disponibili.
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