Una situazione definita ormai insostenibile dai residenti della Torre Cimabue, nel quartiere San Polo di Brescia, dove si moltiplicano le segnalazioni legate a degrado, problemi strutturali e carenze nei servizi. Nel corso di un’assemblea partecipata, gli inquilini hanno elaborato un documento con una serie di richieste urgenti rivolte ad Aler e al Comune, chiedendo risposte concrete e tempi certi per gli interventi.
Al centro della mobilitazione ci sono due ambiti principali: manutenzione degli impianti e gestione dei rifiuti, entrambi ritenuti critici da anni ma oggi percepiti come sempre più gravi. La piattaforma presentata, sostenuta dall’associazione Diritti per Tutti, rappresenta la sintesi delle problematiche quotidiane vissute dai circa 540 abitanti della torre.
Uno dei temi più sentiti riguarda la gestione dei rifiuti, con episodi ricorrenti di abbandono e lancio dell’immondizia che contribuiscono a deteriorare le condizioni igieniche degli spazi comuni. Gli stessi residenti riconoscono la presenza di comportamenti incivili, ma sottolineano anche la necessità di controlli più efficaci. Tra le proposte avanzate vi è la verifica delle posizioni di chi non dispone della tessera per il conferimento, con eventuali provvedimenti da parte dell’amministrazione.
Il problema si estende anche ad alcune aree interne, come i garage, descritti come luoghi in cui si accumulano rifiuti e rottami, trasformandosi di fatto in discariche. In questo contesto, viene richiesta una maggiore frequenza e intensità dei servizi di pulizia, insieme alla possibilità di coinvolgere direttamente gli inquilini in progetti sperimentali di gestione condivisa degli spazi.
Accanto al degrado ambientale, emergono criticità rilevanti sul fronte della sicurezza e della vivibilità . Alcuni residenti segnalano la presenza di attività illecite nelle vicinanze dell’edificio, alimentando un senso diffuso di insicurezza, soprattutto tra le famiglie. Tra le soluzioni proposte figura l’installazione di ulteriori sistemi di videosorveglianza, anche all’interno degli ascensori.
Proprio gli ascensori rappresentano un altro nodo centrale: due dei quattro impianti risultano fuori servizio, con tempi di attesa che nelle ore di punta possono superare i 20 minuti. Una situazione aggravata da ritardi negli interventi di manutenzione, come nel caso di un ascensore fermo da oltre un mese per un guasto non ancora risolto.
Non meno importante la questione del riscaldamento, con timori legati a possibili disservizi durante la stagione fredda. I residenti chiedono interventi preventivi per evitare il ripetersi delle criticità già registrate nei mesi invernali.
La richiesta principale resta l’apertura di un tavolo di confronto stabile tra inquilini, Aler e amministrazione comunale, con incontri periodici per monitorare la situazione e verificare lo stato degli interventi. L’obiettivo è costruire un dialogo continuo che consenta di affrontare in modo strutturato le problematiche.
In assenza di risposte, non si escludono forme di protesta. La mobilitazione degli abitanti della Torre Cimabue si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà delle periferie urbane, dove la qualità della vita è strettamente legata all’efficienza dei servizi e alla manutenzione degli spazi comuni
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