Castel d’Azzano, morti per asfissia i tre carabinieri sotto le macerie

Depositata la relazione medico-legale: il crollo dopo l’esplosione ha impedito la respirazione, decesso in pochi minuti

Emergono nuovi dettagli sulle cause della morte dei tre carabinieri rimasti coinvolti nella tragedia avvenuta a Castel d’Azzano nella notte del 14 ottobre scorso. Secondo quanto riportato nella relazione depositata dai medici legali, i militari sono deceduti per asfissia meccanica provocata dal peso delle macerie, che ne ha impedito i movimenti respiratori.

Il documento, redatto dagli esperti incaricati dalla Procura, chiarisce che la causa del decesso è riconducibile a un’insufficienza cardio-respiratoria dovuta all’impossibilità di espandere il torace, conseguenza diretta del seppellimento sotto detriti e materiali crollati. Una dinamica che avrebbe portato alla morte in un arco temporale di pochi minuti.

La tragedia si verificò in seguito all’esplosione di un’abitazione, che causò il crollo parziale della struttura. Quella notte, quattro persone rimasero intrappolate sotto le macerie: solo una fu estratta ancora in vita, mentre per tre carabinieri non ci fu nulla da fare.

Le indagini hanno ricostruito che i militari, appartenenti a diversi reparti operativi, erano intervenuti per eseguire un’attività legata a un provvedimento giudiziario. L’esplosione sarebbe stata provocata volontariamente all’interno dell’abitazione, trasformata in una sorta di ordigno attraverso la presenza di gas e materiali infiammabili.

Dalla relazione emerge inoltre che sui corpi delle vittime erano presenti segni compatibili con l’esposizione a una fiammata, verificatasi immediatamente prima del crollo. Nonostante ciò, le lesioni riscontrate non risultano determinanti ai fini del decesso, che viene attribuito principalmente all’asfissia causata dall’immobilizzazione.

Ulteriori accertamenti hanno escluso la presenza di fattori esterni come alcol o sostanze, confermando che non vi sono state concause di tipo tossicologico. Anche le fratture rilevate non hanno inciso in maniera decisiva, grazie alla protezione offerta dagli equipaggiamenti tecnici indossati dai militari.

La relazione rappresenta un passaggio fondamentale per la ricostruzione complessiva dei fatti. Sarà ora utilizzata per approfondire la dinamica dell’esplosione e del successivo crollo, con l’obiettivo di definire con precisione la sequenza degli eventi.

Parallelamente, proseguono le indagini sulla responsabilità dell’accaduto. L’esplosione sarebbe stata innescata all’interno dell’abitazione con l’intento di impedire uno sgombero, trasformando l’edificio in un ambiente altamente pericoloso. All’interno sarebbero stati presenti materiali infiammabili e bombole di gas, elementi che hanno contribuito alla violenza della deflagrazione.

Il caso resta al centro dell’attenzione giudiziaria, con sviluppi ancora in corso. La ricostruzione medico-legale aggiunge un tassello cruciale, chiarendo le cause del decesso e fornendo elementi utili per l’accertamento delle responsabilità.

Redazione

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