Alpini bresciani verso Genova a piedi e in bici: «Così si respira l’alpinità»

Centinaia di chilometri tra pioggia e montagne per raggiungere l’Adunata nazionale

Per molti alpini bresciani il viaggio verso l’Adunata nazionale di Genova non è solo uno spostamento, ma un’esperienza da vivere passo dopo passo o pedalata dopo pedalata. Centinaia di penne nere hanno scelto infatti di raggiungere La Superba a piedi o in bicicletta, trasformando il percorso in un’avventura tra natura, fatica e spirito di corpo.

L’Adunata nazionale degli Alpini, giunta alla 97ª edizione, richiama a Genova migliaia di partecipanti da tutta Italia. Tra questi, circa 5mila arrivano dalla provincia di Brescia, molti dei quali hanno deciso di affrontare il viaggio con mezzi alternativi, lontani dalle modalità tradizionali di spostamento.

L’obiettivo non è solo raggiungere la meta, ma vivere pienamente il senso di appartenenza e la tradizione alpina lungo il cammino. Tra borghi, valli e percorsi appenninici, il viaggio diventa parte integrante dell’esperienza dell’Adunata.

Tra le storie più significative c’è quella di Valter Papa e Giuliano Salvetti, del gruppo Alpini di Poncarale, che hanno scelto di raggiungere Genova a piedi. I due hanno percorso circa 147-150 chilometri in quattro giorni, con quasi 4.500 metri di dislivello complessivo, attraversando Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Liguria.

Il loro itinerario è partito da Piacenza e li ha portati lungo la valle del Trebbia, fino alla salita del monte Lesima, a circa 1.700 metri di quota, dove hanno affrontato anche condizioni meteo difficili. Una media di circa 40 chilometri al giorno, spesso sotto la pioggia e con partenza all’alba, ha scandito il ritmo del loro viaggio.

Il percorso è proseguito attraverso l’Appennino ligure, costeggiando il Parco naturale dell’Antola, fino all’arrivo sulla costa genovese. Nonostante la fatica, i due alpini raccontano un’esperienza fatta di paesaggi suggestivi, boschi e vallate che hanno reso il tragitto indimenticabile.

Per Valter Papa, il viaggio rappresenta anche una tradizione consolidata. Negli ultimi anni ha infatti partecipato a diverse Adunate raggiungendo le città ospitanti con modalità simili, trasformando lo spostamento in un rito personale legato alla montagna e allo spirito alpino.

“Raggiungere a piedi la città dell’Adunata permette di sentirla davvero e di respirare l’alpinità” è il concetto che emerge dalle loro parole, che riassume il senso profondo dell’esperienza vissuta.

Accanto alle camminate, non mancano le imprese in bicicletta. Tra queste spicca quella di Osvaldo Maurilli, alpino di Montichiari, che ha scelto di raggiungere Genova pedalando per circa 250 chilometri.

Partito da solo dalla Bassa bresciana, Maurilli ha attraversato diverse località tra Lombardia ed Emilia, passando per la Val Trebbia e affrontando la salita del passo della Scoffera prima di scendere verso il capoluogo ligure. Il suo itinerario ha incluso anche una sosta a Bobbio, borgo medievale tra i più noti della zona.

Per Maurilli il viaggio in bici rappresenta anche una tradizione personale, iniziata nel 2014 e ripetuta in diverse edizioni dell’Adunata, comprese quelle di Trento e Milano, spesso includendo anche il percorso di ritorno in sella.

L’esperienza degli alpini bresciani conferma come l’Adunata non sia soltanto un evento celebrativo, ma anche un’occasione per vivere lo spirito di corpo attraverso il viaggio, la fatica e la condivisione.

Tra pioggia, salite impegnative e chilometri percorsi, le penne nere trasformano il tragitto verso Genova in un percorso simbolico, dove il valore dell’appartenenza si misura anche nella resistenza fisica e nella volontà di arrivare insieme alla meta.

Redazione

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