Guardia medica, cambia il servizio: assistenza da remoto e centrale unica

Attivato anche nel Bresciano il nuovo modello organizzativo basato sul numero 116117. Obiettivo: ridurre accessi impropri ai Pronto soccorso.

La Guardia medica cambia volto anche nel Bresciano con l’introduzione del modello organizzativo Unico già sperimentato nella Bergamasca. Dal 6 maggio il sistema è stato esteso anche alle Asst Spedali Civili e Asst Garda, coinvolgendo progressivamente gran parte del territorio provinciale insieme ad Asst Franciacorta e Asst Valcamonica.

Il cuore del nuovo servizio è il numero unico 116117, attivo per la continuità assistenziale negli orari in cui il medico di medicina generale non è disponibile.

Attraverso questo sistema, il cittadino non deve più recarsi direttamente nelle sedi della Guardia medica, ma contattare telefonicamente la centrale. La chiamata viene inizialmente gestita da un operatore tecnico che raccoglie informazioni e valuta il tipo di necessità sanitaria.

Se necessario, la richiesta viene trasferita alla Centrale Unica operativa a Dalmine, dove rispondono direttamente i medici di assistenza primaria incaricati della valutazione clinica.

Il nuovo modello punta a gestire molti casi direttamente da remoto, anche attraverso videochiamate e prescrizioni elettroniche per terapie urgenti o di breve durata, generalmente comprese tra 48 e 72 ore.

Quando invece è necessaria una visita, il personale sanitario indirizza il paziente verso l’ambulatorio di continuità assistenziale più vicino oppure attiva la visita domiciliare, soprattutto nei confronti dei soggetti fragili.

Il servizio di Guardia medica resta operativo tutti i giorni dalle 19 alle 8 del mattino successivo, mentre nei festivi e prefestivi è attivo 24 ore su 24. Il numero 116117 rimane disponibile in qualsiasi momento della giornata, anche se al di fuori degli orari della continuità assistenziale il riferimento principale continua a essere il medico di famiglia.

Restano però alcuni limiti nelle competenze del servizio. Non saranno infatti gestite prescrizioni per terapie croniche, richieste di esami specialistici, certificati scolastici o sportivi e altre prestazioni considerate non urgenti.

L’obiettivo del nuovo sistema è alleggerire il carico sui Pronto soccorso, intercettando i casi a media e bassa intensità e migliorando l’organizzazione territoriale dell’assistenza sanitaria.

Secondo le aziende sanitarie coinvolte, il modello consentirà ai medici presenti nelle sedi territoriali di concentrarsi sulle visite realmente necessarie, eliminando il filtro telefonico diretto.

Il progetto è già attivo in diverse aree lombarde grazie a una rete di centrali operative distribuite sul territorio regionale. Dopo le prime esperienze in Valtellina e a Milano, il sistema è stato sviluppato nella provincia di Bergamo attraverso la collaborazione tra Asst, Areu e Ats.

La centrale di Dalmine, attiva dal luglio 2024, ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione fino a includere nuove aree, tra cui ora anche i territori delle Asst Spedali Civili e Garda.

Redazione

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